L’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) ha svolto un ruolo importante nel supportare l’operazione denominata Carbone delle Alpi.
L’attività ha portato alla luce un complesso schema transfrontaliero di elusione sistematica della normativa europea sui rifiuti. L’operazione ha smascherato una sofisticata rete criminale attiva in Italia, Austria, Germania, Croazia, Serbia e Svizzera.
L’indagine è stata condotta dalla Procura della Repubblica di Trento e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo, in stretta collaborazione con i Carabinieri – in particolare il Nucleo Operativo Ecologico di Trento – altre autorità italiane, Europol, Eurojust e le autorità nazionali di tutti gli Stati membri.
Il lavoro di analisi e la condivisione di informazioni dell’Olaf sono stati fondamentali per mappare i flussi transfrontalieri di ceneri di pirogassificazione e prodotti derivati. Questi venivano immessi sul mercato dell’Ue con classificazioni ingannevoli. L’Olaf ha inoltre contribuito a identificare il funzionamento transfrontaliero di una rete di aziende interconnesse.
L’operazione, iniziata nel 2022, ha rivelato che queste ceneri, lungi dall’essere sottoprodotti innocui, contenevano elevate concentrazioni di idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) e diossine. Si tratta di sostanze classificate come pericolose a causa della loro persistenza nell’ambiente e dei gravi rischi per la salute umana. L’esposizione agli Ipa è collegata a diversi tipi di cancro, complicazioni nello sviluppo fetale e problemi cardiovascolari.
La loro trasformazione in prodotti di consumo e agricoli, come bricchette per barbecue, ammendanti per il suolo e additivi per l’edilizia, ha comportato la possibile presenza di inquinanti nocivi negli ambienti di tutti i giorni, dalla preparazione degli alimenti all’agricoltura e alle infrastrutture. Ciò rappresenta una minaccia diretta non solo per la salute pubblica, ma anche per la sicurezza ambientale in tutta l’Ue.
L’Olaf ha raccolto dati relativi al volume del traffico illegale per valutare la portata del fenomeno nell’Ue e al di fuori di essa. Ha inoltre facilitato lo scambio di informazioni tra le autorità nazionali e ha collaborato con esse per promuovere ulteriori azioni e prevenire potenziali danni alla salute dei consumatori e all’ambiente. Ulteriori dettagli sull’operazione sono disponibili nel comunicato stampa di Eurojust .
Il direttore generale dell’Olaf, Petr Klement, ha dichiarato: “Questo caso dimostra come i reati ambientali e le frodi siano sempre più interconnessi. Il ruolo dell’Olaf è quello di garantire che le norme Ue non siano solo rispettate sulla carta, ma anche applicate nella pratica, soprattutto quando la loro elusione minaccia sia la sicurezza dei cittadini sia la parità di condizioni del mercato interno. Una stretta cooperazione transfrontaliera rimane essenziale per individuare e fermare schemi così complessi”.