Uno studio ha rivelato che il 65% dei giovanissimi ha provato bevande energetiche e 1 su 10 ne fa un uso frequente. I pediatri chiedono regole severe a tutela di cuore e cervello.
Secondo i pediatri della Società Italiana di Pediatria il consumo di energy drink tra i giovanissimi è una vera e propria emergenza sanitaria ma viene sottovalutata. Uno studio condotto dal Gruppo di Studio Adolescenza della SIP su 430 bimbi e ragazzi tra i 9 e i 17 anni, quasi 4 consumatori su 10 (il 39,2%) hanno iniziato a bere bevande energetiche prima dei 12 anni. E in certi casi anche prima dei 9.
La ricerca è stata pubblicata sull’Italian Journal of Pediatrics e rivela che il 65% degli intervistati le ha provate almeno una volta. Il 10% ne fa un uso frequente, in barba alle raccomandazioni dei pediatri, che sconsigliano l’uso ai ragazzi sotto i 18 anni.
In Italia non ci sono limiti di età per l’acquisto di questi prodotti, a differenza del Regno Unito dove dal 2027 scatterà il divieto agli under 16 per le bevande ad alto contenuto di caffeina.
“Le bevande energetiche non sono semplici bibite”, ha spiegato Rino Agostiniani, presidente SIP. “Quando parliamo di energy drink parliamo di un concentrato di stimolanti. Non agisce solo la caffeina, ma un insieme di sostanze come taurina e guaranà. Nei bambini e negli adolescenti non esiste una dose sicura, perché il cervello e il sistema cardiovascolare sono in piano sviluppo”.
La pediatra Elena Bozzola (SIP) ha chiarito quali sono i pericoli clinici di queste bibite: “Le evidenze scientifiche indicano che u possibili rischi riguardano il sistema cardiovascolare e quello neurologico. In particolare vi è il rischio di un aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca. Nei soggetti predisposti sono stati descritti disturbi del ritmo cardiaco. A questo si aggiungono disturbi del sonno, irritabilità, ansia, interferenze con la maturazione cerebrale”.
Lo studio ha messo in evidenza anche l’impatto del contesto familiare. Nel 40% dei casi, almeno un genitore consuma energy drink. “Il modello genitoriale resta uno dei fattori più potenti nei comportamenti di salute”, ha sottolineato Agostiniani. “La prevenzione non può essere rivolta solo ai ragazzi: serve un’alleanza con le famiglie”.
Anche un terzo degli adolescenti ha chiesto norme più rigidi sull’acquisto degli energy drink. “Abbiamo davanti un fenomeno diffuso, precoce e sottovalutato”, ha concluso il presidente SIP. “La salute dei ragazzi viene prima di qualsiasi strategia commerciale”.