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Curiosità

L’Italia perderà 13 milioni di abitanti: come cambieranno famiglie e lavoro

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Angelo Bianco

L’Italia del futuro avrà meno abitanti, più anziani, famiglie sempre più piccole e una forza lavoro ridotta. Le nuove previsioni dell’Istat, elaborate sulla base dei dati al 1° gennaio 2025, delineano una trasformazione profonda: nello scenario mediano, la popolazione residente passerà dagli attuali 58,9 milioni a 55 milioni nel 2050, per poi scendere a 45,8 milioni nel 2080.

L’Italia perderà 13 milioni di abitanti: come cambieranno famiglie e lavoro – notizie.com

In poco più di mezzo secolo il Paese perderà dunque oltre tredici milioni di residenti. Il calo viene confermato anche dagli scenari demografici più favorevoli.

Il Mezzogiorno perderà un terzo degli abitanti

La contrazione procederà con velocità differenti. Il Nord crescerà leggermente fino al 2030, raggiungendo 27,7 milioni di residenti, prima di iniziare a diminuire. Nel Mezzogiorno, invece, la popolazione passerà da 19,7 milioni nel 2025 a 16,7 milioni nel 2050 e a 12,3 milioni nel 2080, oltre un terzo in meno rispetto ai livelli iniziali.

Le aree interne meridionali saranno tra i territori maggiormente esposti, con conseguenze sulla capacità di mantenere scuole, trasporti, servizi sanitari e attività economiche. Nei comuni periferici e ultraperiferici il calo sarà più rapido rispetto ai centri urbani, ampliando le distanze territoriali.

Il saldo migratorio con l’estero resterà positivo durante tutto il periodo, ma gli arrivi non riusciranno a compensare la distanza crescente tra nascite e decessi. Nel 2080 le nascite potrebbero fermarsi a 281mila, mentre aumenterà il peso delle generazioni anziane.

Più famiglie, ma sempre più piccole

Il numero delle famiglie salirà da 26,7 milioni nel 2025 a un massimo di 27,9 milioni nel 2043, per poi scendere leggermente. Dietro l’aumento si trova soprattutto la crescita delle persone che vivono sole, destinate a passare da 10 a 11,6 milioni entro il 2050.

Più famiglie, ma sempre più piccole – notizie.com

La dimensione media familiare scenderà da 2,20 a 1,98 componenti. Nel 2050 le famiglie senza un nucleo, cioè prive di relazioni di coppia o genitore-figlio, rappresenteranno il 44,7% del totale. Le coppie con figli diminuiranno da 7,5 a 5,8 milioni, mentre quelle senza figli diventeranno più numerose a partire dal 2047.

Quasi sette milioni di persone in età lavorativa in meno

La popolazione tra i 15 e i 64 anni perderà quasi sette milioni di persone entro il 2050. Il tasso di attività salirà dal 66,7% al 71%, grazie soprattutto alla maggiore partecipazione femminile, ma la forza lavoro complessiva scenderà comunque da 24,8 a 21,4 milioni.

La riduzione raggiungerà il 21,5% nel Mezzogiorno, dove il tasso di attività resterà distante circa 14 punti da quello del Centro-Nord. Meno lavoratori e più anziani aumenteranno così la pressione sul sistema pensionistico, sull’assistenza sanitaria e sulla sostenibilità del welfare.

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Angelo Bianco