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Politica

Tajani teme interferenze russe sul voto, Salvini lo gela: cosa divide i due vicepremier

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Angelo Bianco

La Russia potrebbe tentare di influenzare le prossime elezioni politiche italiane. L’allarme arriva dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, convinto che Mosca utilizzerà i propri strumenti per condizionare il dibattito pubblico nei Paesi europei chiamati alle urne. Una previsione che apre un nuovo confronto dentro il Governo, con Matteo Salvini pronto a ridimensionare il pericolo e a denunciare una crescente “ansia antirussa”.

Tajani teme interferenze russe sul voto, Salvini lo gela: cosa divide i due vicepremier
(Ansa Foto) – notizie.com

Tajani ha affrontato il tema a Wicklow, in Irlanda, durante la riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Unione europea. Secondo il vicepremier, i tentativi russi riguarderanno l’intero continente e richiederanno una risposta preventiva.

L’allarme di Tajani sulle elezioni italiane

Il titolare della Farnesina considera concreta la possibilità che la Federazione Russa cerchi di intervenire nella vita democratica europea, orientando la volontà popolare e indebolendo la posizione comune dell’Unione. Il ministro resta comunque fiducioso nella capacità degli elettori italiani di riconoscere eventuali campagne di propaganda e disinformazione.

L’allarme riguarda soprattutto la guerra ibrida, che può comprendere attacchi informatici, diffusione coordinata di contenuti falsi e operazioni finalizzate ad alimentare divisioni politiche e sociali. Tajani ha ricordato l’attacco subito dal sito della Farnesina durante la prima visita in Italia del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

L’allarme di Tajani sulle elezioni italiane (Ansa Foto) – notizie.com

Dal primo gennaio il ministero dispone inoltre di una nuova direzione generale dedicata alla sicurezza politica e operativa e di una sala attiva 24 ore su 24 contro gli attacchi cibernetici alle sedi diplomatiche. Molte offensive, secondo Tajani, sarebbero riconducibili ad hacker russi. Sul voto del 2027, però, l’intervento del ministro assume per ora il carattere di un avvertimento preventivo, accompagnato da precedenti informatici ma privo di elementi pubblici relativi a un’operazione già avviata.

Salvini prende le distanze

La replica di Matteo Salvini segna una distanza evidente tra i due vicepremier. Il leader della Lega ha spiegato di confidare nella libertà di scelta degli italiani, capaci a suo giudizio di sottrarsi alle influenze russe, americane, cinesi, israeliane o palestinesi.

Salvini ha riconosciuto la responsabilità di Mosca nell’invasione dell’Ucraina, spostando però l’attenzione sulle strategie europee. A suo avviso, alcune cancellerie cercherebbero pretesti per prolungare il conflitto e sostenere nuove forniture militari. “C’è un’ansia antirussa che mi preoccupa”, ha dichiarato.

Il caso Vannacci

Nel confronto entra anche Roberto Vannacci, definito dal Financial Times un possibile «cavallo di Troia della Russia». L’analisi del quotidiano britannico collega l’ascesa di Futuro Nazionale alle posizioni favorevoli a una ripresa dei rapporti con Mosca.

Tajani ha trattato questa ricostruzione con cautela, sottolineando la necessità di provarla e augurandosi che risulti falsa. L’allarme sulle interferenze resta quindi distinto dalle accuse rivolte a Vannacci, mentre il tema russo diventa già uno dei terreni di scontro della campagna elettorale italiana.

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Angelo Bianco