L’Esercito statunitense ha effettuato attacchi di “autodifesa” nel sud dell’Iran, anche contro siti di lancio missilistico e imbarcazioni che posizionavano mine.
Il tutto, mentre il presidente Donald Trump sui social media affermava che i negoziati stavano “procedendo bene“. Gli attacchi sono stati effettuati “per proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane”.
Non c’è stata alcuna risposta ufficiale da parte dell’Iran, che aveva inviato il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Qalibaf in Qatar per negoziare. La televisione di stato iraniana ha riportato esplosioni nei pressi di Bandar Abbas, una città sullo Stretto di Hormuz che ospita un porto militare e un aeroporto. Lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale fino a pochi mesi fa transitava un quinto di tutto il petrolio greggio e il gas naturale, rimane di fatto sotto il controllo iraniano.
Secondo Trump, qualsiasi accordo per porre fine alla guerra con l’Iran avrebbe dovuto includere l’obbligo per diversi altri Paesi, tra cui Arabia Saudita e Pakistan, di aderire agli Accordi di Abramo, gli accordi mediati dagli Stati Uniti durante il primo mandato di Trump, volti a normalizzare le relazioni con Israele. La proposta è giunta mentre l’accordo sul nucleare iraniano, ancora in fase di elaborazione, era oggetto di critiche da parte di altri repubblicani favorevoli a una linea più dura nei confronti dell’Iran.
Trump ha indicato l’Arabia Saudita e il Qatar come Paesi che dovrebbero aderire “immediatamente“. Il Bahrein e gli Emirati Arabi Uniti sono stati i primi Paesi ad aderire nel 2020, riconoscendo diplomaticamente Israele. Ha scritto che “dopo tutto il lavoro svolto dagli Stati Uniti per cercare di mettere insieme questo puzzle molto complesso, dovrebbe essere obbligatorio che tutti questi Paesi, come minimo, firmino simultaneamente gli Accordi di Abramo”.
L’Arabia Saudita, in particolare, da decenni chiede a Israele di tornare ai confini del 1967 e di consentire la formazione di uno Stato palestinese con Gerusalemme Est come capitale. La condotta di Israele nella guerra contro Hamas nella Striscia di Gaza ha inoltre alienato gli Stati arabi del Golfo e il più ampio mondo musulmano.
Il riconoscimento di uno Stato palestinese rimane fondamentale anche per il Pakistan, che è tra i Paesi che non intrattengono relazioni diplomatiche con Israele.
Egitto e Giordania riconoscono già formalmente Israele e hanno trattati di pace di lunga data. La Turchia ha riconosciuto Israele per la prima volta nel 1949. Non è ancora chiaro quando o come un eventuale accordo con l’Iran potrebbe essere concluso. Trump ha suggerito che anche l’Iran potrebbe eventualmente firmare gli accordi, se si raggiungesse un’intesa. Gli accordi sono una serie di intese diplomatiche, economiche e di sicurezza create con l’influenza degli Stati Uniti durante il primo mandato di Trump, al quale hanno aderito anche Sudan, Marocco e, più recentemente, Kazakistan.