Alla lettura della sentenza non ha battuto ciglio. Poi, prima con il padre e poi con la madre si sarebbe lasciata andare al pianto.
Chiara Petrolini è stata condannata in primo grado, dai giudici della Corte d’Assise di Parma, a 24 anni e 4 mesi di reclusione. La studentessa di 22 anni deve rispondere del duplice omicidio premeditato dei suoi due figli neonati e di soppressione dei loro cadaveri che avrebbe seppellito nel giardino della casa di Vignale di Traversetolo. 
La ragazza vive in quella stessa abitazione con i genitori, in regime di arresti domiciliari dal settembre 2024 con il braccialetto elettronico. All’interno dell’aula alcuni amici hanno fatto scudo ai due genitori della giovane imputata, per difenderli dall’avvicinamento dei giornalisti, sollevando alcune giacche per schermarli. La Procura della Repubblica aveva chiesto una condanna a 26 anni.
Il verdetto è arrivato dopo oltre tre ore di camera di consiglio. L’imputata è stata assolta dall’omicidio del primogenito, quello partorito a maggio del 2023, poco più di un anno prima del secondo, nato ad agosto 2024. La Corte ha poi derubricato la soppressione del cadavere del secondo figlio al reato meno grave di occultamento di cadavere. La giovane era stata dichiarata, all’inizio del processo, capace di intendere e volere.
L’avvocata di Samuel: “Una sentenza impegnativa in ogni caso”
In attesa della quantificazione dei risarcimenti in sede civile, i giudici della Corte di assise di Parma hanno stabilito provvisionali di 100mila euro all’ex fidanzato di Chiara Petrolini, Samuel Granelli, di 30mila al padre del ragazzo, Cristian Granelli, di 15mila alla madre Sonia Canrossi. Petrolini è stata poi interdetta in perpetuo dai pubblici uffici e interdetta legalmente per la durata della pena, e, una volta espiata, dovrà fare cinque anni in libertà vigilata.
“È un ragazzo che ha vissuto una vicenda più grande di lui, quindi è normale che adesso ci possa essere una reazione emotiva. – ha detto l’avvocato Monica Moschioni, che assiste Samuel Granelli come parte civile nel processo – Per lui questa è una sentenza impegnativa in ogni caso, dovrà metabolizzarla in tutti i sensi. Voleva essere riconosciuto nel suo diritto di padre, nel suo diritto di esserci nella vita di questi bambini. Nessuna sentenza, nessuna pena gli restituirà questo”. 
I genitori di Chiara Petrolini hanno lasciato il Palazzo di Giustizia di Parma senza rilasciare dichiarazioni, cercando di evitare le numerose telecamere dei giornalisti in attesa fuori dal Tribunale.
“Comunque vada, non c’è nessuna vittoria”, aveva detto Sonia Carossi, madre di Samuel Granelli. Alla domanda su cosa facesse più male, la risposta era stata secca: “Il fatto che non abbia chiesto scusa a nessuno. Basta, solo quello”.





