Giorgia Meloni in Parlamento: “Iran, guerra fuori dal diritto internazionale”. Il Pd: “Governo inadeguato”

Ha chiesto alle opposizioni “spirito costruttivo e di coesione”; ha ribadito che l’Italia non entrerà in guerra con l’Iran; ha sottolineato che quella attuali è una delle crisi “più complesse degli ultimi decenni”.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fatto il punto in Parlamento della situazione in Medio Oriente, cogliendo l’occasione delle comunicazioni alle Camere in vista del prossimo Consiglio europeo.

Giorgia Meloni in Parlamento
Giorgia Meloni in Parlamento: “Iran, guerra fuori dal diritto internazionale”. Il Pd: “Governo inadeguato” (ANSA FOTO) – Notizie.com

Noi non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra. – ha scandito la premier – Bisogna sottrarre la discussione a una polarizzazione politica che non aiuta nessuno a ragionare con profondità. Qui non c’è un governo che si sottrae al confronto parlamentare. È necessario accertare le responsabilità della strage delle bambine nel sud dell’Iran“.

Il contesto, secondo Meloni, è quello di un sistema internazionale in crisi in cui le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale. È lì che si colloca l’intervento statunitense ed israeliano contro il regime iraniano.

“Il venir meno di un ordine mondiale condiviso”

Una crisi cominciata con “l’anomalia” dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, membro permanente dell’Onu, e continuata con “una evidente crisi del diritto internazionale e al venir meno di un ordine mondiale condiviso”. Sul fronte dell’utilizzo delle basi italiane, Meloni ha ricordato nuovamente come “dipendano da accordi che sono sempre stati aggiornati da governi di ogni colore”.

Insomma, nel caso in cui dovesse giungere la richiesta, la decisione spetterebbe sempre al governo, ma sarebbe affidata al Parlamento. Poi, la situazione in Libano. La premier ha spiegato di essersi sentita con Benjamin Netanyahu, manifestandogli “la contrarietà dell’Italia a qualsiasi escalation” fermo restando il diritto di Israele alla sua difesa “agli attacchi di Hezbollah“.

 

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In Libano, infatti, sono presenti oltre mille soldati italiani della missione Unifil. Per quanto riguarda le misure per lenire le conseguenze economiche del conflitto, la premier ha anticipato che, a livello europeo, l’Italia sta “chiedendo, in attesa della revisione annunciata, di sospendere urgentemente l’applicazione dell’Ets alla produzione di elettricità da fonti termiche, cioè dal termoelettrico“.

Riguardo all’attuale aumento dei prezzi dei carburanti, – ha continuato Meloni – il messaggio che voglio dare agli italiani ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese è: consiglio prudenza. Faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi compreso, se necessario, recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili“.

Al termine dell’intervento in Senato del capogruppo M5s Luca Pirondini, che ha accusato Giorgia Meloni di subalternità a Trump, i senatori grillini hanno mostrato i cappellini rossi in stile “Maga” con la scritta “No alla guerra“. “Lo dico con rammarico, perché l’Italia ha una grande storia da onorare. Il governo non è stato all’altezza della storia, non è stato all’altezza dell’Italia e della gravità di questa crisi”, ha invece detto il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd.