Pacchi online mai arrivati: come tutelarsi, tutti i passaggi necessari per far valere i propri diritti e inviare una lettera di diffida.
Sempre più persone preferiscono gli acquisti online rispetto al negozio fisico. Questa abitudine è più largamente diffusa durante le feste di Natale, soprattutto perché si ha poco tempo e si vuole evitare la folla nei centri commerciali o nelle altre attività commerciali tradizionali. 
Prediligere gli acquisti online però, non ha solo benefici. Qualche volta infatti, la merce può tardare ad arrivare, oppure non arrivare mai, soprattutto durante i periodi di promozioni e di festa, quando la domanda aumenta.
Se ci si trova in questa situazione, esistono dei passi da compiere per tutelare i propri diritti e ottenere un rimborso oppure la riconsegna della merce. Quando avviene l’acquisto online, viene comunicato anche un termine di arrivo del pacco. Secondo il Codice del Consumo, la merce online va consegnata entro il termine concordato senza ritardi. Nel caso in cui la data non sia stata fissata, il venditore ha un massimo di 30 giorni per inviare il prodotto a casa.
Se questo tempo non viene rispettato, la prima cosa da fare è spiegare la situazione direttamente al venditore attraverso i canali indicati sul sito internet, ad esempio il telefono, la chat o la mail.
Se il venditore fornisce un codice di tracciamento, è possibile controllare lo stato della spedizione sul sito del corriere. È importante monitorare la mail, perché spesso i corrieri tentano più volte la consegna e lasciano un avviso di giacenza.
Due lettere di diffida via pec o raccomandata A/R
Una volta fatti tutti questi passaggi e verificato che il pacco non si trova da nessuna parte, si può inviare una diffida al venditore, in cui si intima la consegna entro 15 giorni. Questa lettera può essere inviata via pec oppure con una raccomandata A/R.
Qualora anche dopo questa lettera il pacco non arrivi a destinazione, il consumatore può chiedere il rimborso del prodotto e la risoluzione del contratto, inviando una seconda diffida. In questa sede si può anche chiedere il risarcimento danni. Se il venditore non risponde nemmeno alla seconda richiesta, è possibile richiedere il rimborso del pagamento. 
Se questo è avvenuto con una carta di credito, debito o prepagata, è necessario richiedere il Chargeback chiamando il servizio clienti dell’emittente.
Nel caso in cui il pagamento sia avvenuto con PayPal, questa piattaforma prevede la protezione acquisti gratuita che dà la possibilità di ricevere il rimborso. La contestazione va aperta entro 180 giorni dalla data dell’acquisto online del prodotto non consegnato.
Se il pagamento è avvenuto tramite bonifico, il cliente può revocarlo fino a che non è stato eseguito. Negli altri casi, va fatta una richiesta al beneficiario per la restituzione. Infine, gli esperti sconsigliano di pagare con PostePay, perché è difficile dimostrare che il pagamento sia avvenuto dopo un acquisto online.
Per quanto riguarda il risarcimento danni invece, occorrerà rivolgersi a un avvocato ed effettuare una denuncia.





