Israele spara contro l’Unifil in Libano, l’Idf: “Abbiamo ordinato di mettersi al sicuro”. Crosetto: “Nessun ordine da Israele”

Non c’è nessuna motivazione militare” dietro l’attacco delle due missioni Unifil in Libano. Crosetto: “Può essere un crimine di guerra“.

L’esercito israeliano ha colpito tre basi Unifil in Libano. Due di queste sono la 1-31 e 1-32A lungo la linea di demarcazione e la terza è il quartier generale della missione. Nell’attacco sono rimasti feriti due militari indonesiani e i sistemi di comunicazione tra la base e il comando a Naqura hanno subito danneggiamenti.

Israele spara contro l'Unifil, "avevamo avvisato". Crosetto: "Non esiste giustificazione"
Israele spara contro l’Unifil, “avevamo avvisato”. Crosetto: “Non esiste giustificazione” (Ansa Foto) – notizie.com

L’esercito israeliano ha fatto sapere che prima di sparare ha avvisato i peacekeeper di “restare al sicuro, poi abbiamo sparato”. E ha chiesto alla missione di spostarsi a cinque chilometri dal confine. “Non esiste la giustificazione per cui le forze armate israeliane hanno avvisato Unifil di lasciare basi”, ha dichiarato il ministro della Difesa Guido Crosetto in conferenza stampa, convocata ad hoc per parlare dell’accatto di Israele alla missione. “L’Onu e l’Italia non possono prendere ordini da Israele, sono lì per l’attuazione di una risoluzione delle Nazioni Unite”.

Gli atti avvenuti secondo noi non hanno una motivazione militare”, ha aggiunto il ministro. “Sono stati colpiti dei mezzi, delle taniche di benzina, le telecamere di sicurezza. Per questo attendiamo spiegazioni”.

Palazzo Chigi convoca l’ambasciatore l’Israele

Palazzo Chigi ha convocato l’ambasciatore d’Israele in Italia per avere delle spiegazioni proprio su questo. Il dubbio è che si sia trattato di un attacco mirato alla missione Unifil: “Non può essere un errore – ha detto Crosetto – non è un colpo partito per sbaglio”. Domani Giorgia Meloni e i rappresentanti del governo incontreranno l’ambasciatore e solo allora si avranno dettagli sulla vicenda.

La premier ha avuto un colloquio telefonico con il generale Stefano Messina, comandante della missione italiana in Libano per esprimere la sua solidarietà e vicinanza ai circa 1.200 militari sul posto.

Abbiamo bisogno di spiegazioni rapide, aspetto la verità”, ha aggiunto il ministro. In una nota, Palazzo Chigi ha fatto sapere di aver formalmente protestato con le Autorità israeliane e “ha ribadito con fermezza che quanto sta accadendo nei pressi della base del contingente Unifil, non è ammissibile”.

Intanto le opposizioni passano all’attacco e vogliono “chiarezza” in Aula. La segretaria Dem Elly Schlein ha chiesto al governo di agire “in tutte le sedi europee e internazionali per il cessate il fuoco a Gaza e in Libano”. E chiedono quale futuro aspetta alla missione intaliana in Libano.

Il ministro Crosetto in conferenza stampa ha dichiarato che presto riferirà in Parlamento: “La contrapposizione politica non ha alcun senso” sulle missioni internazionali. “Abbiamo bisogno del sostegno di tutti, il Parlamento ha bisogno di avere tutte le informazioni possibili e immaginabili”.
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