Medio Oriente: Netanyahu potrebbe presto ricevere l’ok per rispondere all’Iran. Israele colpisce le basi Unifil: situazione sempre più tesa.
In un lungo vertice che si è tenuto nella notte i ieri, mercoledì 9 ottobre, il premier israeliano ha deciso di rispondere all’attacco missilistico iraniano del primo ottobre. Intanto due basi Unifil sono state distrutte dai militari dell’Idf alla base di Naqura. Due caschi blu sono rimasti feriti. 
Nessun italiano tra i peacekeeper feriti, ma cresce ugualmente la tensione in Italia sia perché l’Unifil nei giorni scorsi non ha “accolto” l’invito di Israele a lasciare le basi in Libano, sia per l’imminente ok del governo israeliano per la risposta all’Iran.
Secondo il Times of Israel, la decisione di contrattaccare sarebbe arrivata in occasione di una telefonata con Joe Biden, alla quale ha partecipato anche la vicepresidente Kamala Harris. Nel corso del colloquio, il presidente Usa avrebbe ribadito la necessità di arrivare subito a un accordo diplomatico per il bene dei cittadini libanesi, israeliani e a Gaza. Allo stesso tempo però, ha ribadito che Israele deve difendersi dai terroristi di Hezbollah.
Israele, attacco imminente all’Iran: cosa succederà ora
Nella telefonata si sarebbe parlato anche della risposta israeliana all’Iran. Netanyahu sarebbe aperto sulle argomentazioni che Biden e Harris gli hanno presentato, soprattutto sugli obiettivi iraniani da colpire. Da qui, la notizia ufficiale: il governo israeliano e i vertici della sicurezza questa sera si riuniranno per discutere della risposta all’attacco dell’Iran del primo ottobre. Dopo l’ok del gabinetto politico, Netanyahu e il ministro della Difesa Galant potranno decidere su quando e come attaccare.
Ma a preoccupare in queste ore l’Italia è la sicurezza dei caschi blu in Libano, dopo che l’esercito israeliano ha sparato contro il quartier generale Unifil a Naqura. Israele ha “obbligo di garantire la sicurezza e la protezione del personale e delle proprietà Onu”, ha ricordato la missione Onu. “Qualsiasi attacco deliberato è una grave violazione del diritto internazionale umanitario e della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza”.
La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha chiesto al governo di riferire in Parlamento tutto quello che si sa sull’attacco alle basi Unifil, “con urgenza e agisca in tutte le sedi europee e internazionali per il cessate il fuoco a Gaza e in Libano per accertare le responsabilità di questi attacchi e fermarli per garantire la protezione dei civili e la sicurezza della missione di pace riaffermando la legalità internazionale e il ruolo e la funzione delle istituzioni multilaterali”.
Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha definito “inammissibili” gli episodi contro le basi. “Nessun militare italiano è stato coinvolto”, ha aggiunto. “La situazione attualmente è sotto controllo, il personale è in sicurezza. Tuttavia, questi incidenti sono intollerabili, devono essere accuratamente e decisamente evitati. Per tali motivi ho protestato con il mio omologo israeliano e con l’ambasciatore di Israele in Italia”.
Crosetto ha fatto sapere anche di aver scritto alle Nazioni Unite per assicurare “la piena e costruttiva collaborazione dell’Italia a tutte le iniziative militari a favorire una de-escalation”.
La premier Meloni intanto, ha avuto una telefonata con il comandante del Settore Ovest della missione Unifil. “Il governo italiano ha formalmente protestato con le Autorità israeliane e ha ribadito con fermezza che quanto sta accadendo nei pressi della base del contingente Unifil, non è ammissibile”. Così, Palazzo Chigi, in una nota. La premier ha convocato l’ambasciatore d’Israele in Italia per discutere della situazione.





