Questione ‘Case Green’, Pichetto Fratin chiede più chiarezza

In merito alla questione delle ‘Case Green’ e non solo, è intervenuto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Lo stesso che ha rilasciato una intervista ai microfoni del ‘Corriere della Sera’

Parla Fratin
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin (Ansa Foto) Notizie.com

Gilberto Pichetto Fratin non ci sta e vuole chiarezza per quanto riguarda le ‘Case Green‘ e non solo. In merito a questo ed a molto ancora ancora, il ministro dell’Ambiente ha rilasciato delle importanti dichiarazioni ai microfoni del ‘Corriere della Sera‘. Il politico ci ha tenuto a ribadire che nel nostro Paese ci sono circa 31 milioni di unità. Almeno la metà sono oggetto di classificazione. Molte di loro, però, sono escluse visto che sono sotto i 100 metri quadrati. Oppure vincolate per altri motivi. L’obiettivo, per il 2030, è quello di riuscire a portare in “Classe F” almeno 5,1 milioni di abitazioni.

Mentre entro il 2033, da portare in “Classe D11,1 milioni di case. Questi sono i pensieri da parte del ministro. dopo che il Parlamento Europeo ha dato il suo primo “” per le direttive sulle “Case Green”. L’obiettivo è quello di arrivare al 2050 con i raggiungimenti prefissati all’inizio. Anche se invita tutti alla calma visto che si deve procedere per gradi. In merito a questo ci ha tenuto a ribadire: “Devono essere gli Stati nazionali a valutare il percorso da seguire rispetto al patrimonio immobiliare di ogni Paese. E va fatta una valutazione rispetto ai numeri“.

Case Green, Pichetto Fratin: “2050? Bisogna procedere per gradi

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Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin (Ansa Foto) Notizie.com

Il ministro ha continuato dicendo: “Se con il Superbonus, spendendo 110 miliardi, siamo riusciti a intervenire su 360 mila immobili, quanto servirebbe per intervenire entro il 2030 su quasi 15 milioni di unità immobiliari? Si tratterebbe di cifre astronomiche che non possono permettersi nè lo Stato nè le famiglie italiane”. Il 25 ottobre, durante il Consiglio Energia, aveva espresso parere favorevole per la condizione di prevedere al 2033 e al 2040 dei punti di controllo.

Sulla base di un percorso lineare di decarbonizzazione da raggiungere entro il 2050.  Fa sapere che la posizione approvata dal Parlamento europeo tende ad irrigidirla ancora di più. Il rischio che si possa verificare una ricaduta svalutativa c’è, oltre all’impossibilità di rispettare i vincoli prospettati. Il nostro Paese potrebbe avere qualche problema non da poco, ma Pichetto Fratin fa sapere che è fiducioso nel trovare un possibile accordo.

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