Il decreto penalizza il mondo del calcio e dirotta possibili investitori all’estero. Il capogruppo alla Camera di FDI apre a nuovi scenari
La discussione su possibili aiuti o decreti a favore del mondo del calcio, è tornata prepotentemente di moda. Claudio Lotito, senatore di Forza Italia e presidente della Lazio, si è fatto portavoce della richiesta dei club di serie A di “spalmare” i propri debiti in 60 rate. Una possibilità che al momento sembra essere però lontana. 
Tra dichiarazioni pubbliche (Matteo Renzi, leader di Italia Viva è stato tra i più acerrimi contestatori di una manovra che sembra destinata solo ad aiutare le società calcistiche), guerre a distanza (su tutte quella che vede il Ministro Abodi in prima linea, contro le richieste dei club) e divisioni in seno alla maggioranza, resta uno scenario desolante, nel quale i club italiani (al netto di una lunga serie di errori commessi in passato) hanno avuto certamente meno aiuti rispetto ai club esteri. Un esempio? Il famoso decreto dignità, varato nel 2018 dal Governo Conte e fortemente promosso dall’allora Ministro allo sviluppo economico Luigi Di Maio.
Quel decreto fu una vera e propria mannaia per i club italiani, che si sono visti imporre il divieto di pubblicità da parte di bookmaker e siti di gioco d’azzardo. A farne le spese due società su tutte (la Lazio e la Roma) e l’intero sistema. I club della capitale avevano sottoscritto contratti di sponsorizzazione con due noti bookmaker inglesi, rispettivamente Betway (Roma) e Marathonbet (Lazio). Contratti che fruttavano oltre 5 milioni di euro l’anno: soldi che i club non hanno più potuto incassare. Ma il danno non ha riguardato solo i club della capitale: molte altre società avevano contratti in essere con operatori del mondo del gaming in qualità di betting partner e la stessa Lega all’interno delle gare pubblicizzava i brand di scommesse (prima del match e nell’intervallo venivano proposte le quote relative alle gare in corso).
Soldi che la Lega serie A e l’intero sistema calcistico italiano è stata costretta a perdere. L’Italia è stato l’unico Paese capace di autoprivarsi di questi investimenti. Basti pensare (ritornando all’esempio dei due club romani) a ciò che accadde con Betway e Marathon Bet: quest’ultimo, salutata la Lazio portò i suoi soldi nelle casse del Siviglia (finanziando quindi il calcio spagnolo); Betway, lasciando la Roma ha investito i soldi risparmiati in Italia per estendere di altri 6 anni il contratto con il club inglese del West Ham.
La risposta di Foti

Come può il Governo aiutare i club italiani? Il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Tommaso Foti, si dice scettico su possibili emendamenti salva calcio, mentre apre una possibilità all’abolizione del decreto dignità. Interpellato dalla redazione di Notizie.com Foti parla della manovra di bilancio e della difficoltà di inserire aiuti verso il mondo del pallone. “In questa fase è difficile fare previsioni. C’è tanta confusione e poco tempo per immaginare interventi del genere. Alla fine si esamineranno pochissimi emendamenti. Nella legge di bilancio devono tornare i conti e i soldi sono quelli che sono”. Di fronte alla possibilità di abolire o modificare il decreto dignità, Foti lascia aperta più di una porta: “Vediamo cosa riusciremo a fare. Posso dire che il tema è presente”.





