Chi vuole svalutarti usa queste frasi e ti rende debole e vulnerabile

Ecco quali sono le parole che vengono più utilizzate per ferire e per rendere le persone ancora più deboli e vulnerabili

Non è mai facile distinguere chi ti vuole bene da chi, invece, ti usa per alimentare il suo insaziabile ego. Scegliere tra il bene dal male non dovrebbe essere così difficile ma in pratica lo è, e anche tanto. Non è semplice capire e non è detto che chi sia gentile, alla fine non si dimostri l’esatto contrario. Falliamo in questa impresa tutte le volte che riponiamo la nostra fiducia nella persona sbagliata, tutte le volte che sistematicamente ci deludono, tradiscono e che, in qualche modo, ci fanno sentire usati, sviliti e ignorati.

La rabbia
Modi di fare aggressivi che mettono in difficoltà le persone (Pixabay)

Ignorati nei nostri bisogni di stima, validazione e affetto. Già, perché chi ti sta accanto per rinforzare il suo ego, ignora completamente cosa vuoi tu: è dannatamente concentrato su se stesso da non capire che i suoi atteggiamenti possono essere deleteri. A tutti può capitare di riporre fiducia e speranze nella persona sbagliata, tuttavia, una volta notato il gap relazionale, chi sa discernere il bene per sé dal male per sé, sa come correre ai ripari e impara dall’esperienza.

Chi ha un ego smisurato danneggia gli altri

Le lacrime
Una persona che è stata trattata male da una di cui si fidava (Pixabay)

Al contrario, chi non riesce a fare agilmente questa distinzione, si ritrova spesso in relazioni del tutto sbilanciate e fa fatica a uscirne. A volte, distinguere ciò che è davvero bene per sé non è facile, perché nella nostra storia personale, nessuno ce l’ha mai mostrato davvero, in più, chi tenta di sminuirci, spesso lo fa in modo subdolo ed è molto bravo a camuffare i suoi reali scopi. Allora vediamo quali sono le caratteristiche tipiche di chi, per stare bene con se stesso, ha bisogno di farti sentire sbagliato e quali sono le frasi che potrebbero fungere da campanellino d’allarme.

Chi ha un ego insaziabile, dà un’immagine di sé irrealistica e, in parallelo, usa il riconoscimento esterno per compensare i propri vuoti e gli inaccettabili fallimenti personali. Tutti noi cerchiamo accettazione e consenso all’esterno, e fin qui è tutto bene: siamo animali sociali, abbiamo bisogno di sperimentare senso di appartenenza e gratificazione interpersonale e questi bisogni possono essere soddisfatti instaurando rapporti paritetici fatti di stima reciproca. Il problema insorge quando il riconoscimento esterno viene ricercato con la svalutazione, il controllo e il dominio sull’altro.