Oramai+%C3%A8+certo%3A+nel+Lazio+alta+concentrazione+di+Radon%2C+il+gas+che+uccide
notiziecom
/2022/10/10/oramai-e-certo-nel-lazio-alta-concentrazione-di-radon-il-gas-che-uccide/amp/
Curiosità

Oramai è certo: nel Lazio alta concentrazione di Radon, il gas che uccide

Published by
Mauro Simoncelli

E’ un gas naturale, altamente cancerogeno e nel Lazio raggiunge valori doppi rispetto alla media nazionale e tripli di quella mondiale

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità è il secondo fattore di incidenza nell’insorgere del tumore al polmone e responsabile del 10% dei 30mila casi registrati ogni anno in Italia, ma il vero problema è che nel Lazio si concentra la maggiore presenza di quella di qualsiasi altra regione italiana.

Il Radon, il gas silenzioso che uccide

In natura, il suolo e alcune rocce liberano il radon costantemente. Il radon è un gas radioattivo e rappresenta uno dei contributori principali alla radioattività naturale di fondo dell’intero pianeta. A differenza dei suoi precursori nella catena radioattiva che permangono nella crosta terrestre, il gas radon è volatile e ha la possibilità di muoversi, trasportato dall’aria o dall’acqua. È in grado quindi di diffondersi attraverso pori e fratture del suolo nell’atmosfera o all’interno di edifici.

Come il Radon penetra nelle case –

Un reale pericolo mortale

Il gas radon è un inquinante molto pericoloso presente in natura, impercettibile ai sensi umani anche perché inodore, è prodotto dal suolo e dalle rocce come effetto del decadimento radioattivo della catena dell’uranio. Diventa pericoloso per l’uomo solo quando presente in quantità elevate in ambienti chiusi e quindi aumentando la concentrazione non riesce a disperdersi e attacca i polmoni dell’uomo risultando altamente cancerogeno. Una recente indagine condotta in Italia ha confermato che il Lazio è la regione con la più alta concentrazione nel sottosuolo di questo particolare gas e negli ultimi tempi si stanno moltiplicando gli episodi dove risulta colpita da problemi oncologici la popolazione che risiede in zone ad alto rischio. L’ultimo in ordine di tempo è accaduto a Frascati, ai Castelli Romani, dove un intero supermercato di una nota catena, ha dovuto chiudere per effettuare la bonifica ambientale perché l’alta concentrazione di radon aveva provocato un alto numero di tumori tra i dipendenti.

Come può arrivare all’uomo

Il radon viene considerato un inquinante tipicamente indoor. Le fonti del radon indoor sono essenzialmente legate alla composizione del suolo e delle rocce circostanti, al materiale da costruzione utilizzato negli edifici, al degassamento dall’acqua del rubinetto. Il gas radon migra dal suolo o dai materiali con cui è costruito l’edificio e penetra all’interno dei luoghi chiusi (case, uffici, scuole, negozi) attraverso le fessure, le giunzioni delle pareti al pavimento, i passaggi dei vari impianti quello elettrico, il termico e quello idraulico. Raggiungere concentrazioni particolarmente elevate nelle cantine e nei piani terra, soprattutto se scarsamente ventilati, dove può costituire un rischio rilevante per la salute dell’uomo. La velocità con cui il radon migra in superficie, lungo le faglie o direttamente emanato dal terreno, rappresenta il potenziale geogenico di radon di un’area.

Mappa del radon presente nel Lazio –

La mappa del rischio

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, svolge un’attività di monitoraggio ambientale del radon quotidiana nei vari ambienti dove potrebbe essere segnalata la sua presenza, in parallelo al monitoraggio vulcanico. In particolare, nell’ambito del progetto LIFE-Respire, i ricercatori coinvolti hanno analizzato e monitorato alcuni comuni situati in diversi distretti vulcanici della regione Lazio. Questi comuni “campione” sono stati selezionati sulla base della mappa di potenziale geogenico di radon di questa regione e la mappatura che ne è uscita è che il Lazio effettivamente è una delle zone con la più alta concentrazione. Per questo sono state individuate due zone di diverso rischio: le zone con basso potenziale geogenico di radon nell’area vulcanica dei Colli Albani a sud di Roma e le zone a medio ed elevato potenziale geogenico nella parte settentrionale del Lazio, rispettivamente nell’area dei Monti Vulsini e dei Monti Cimini. Risulta quindi evidente che nelle zone caratterizzate da un potenziale di radon medio-alto, esiste una elevata probabilità di riscontrare concentrazioni di radon indoor superiori alla soglia di 300 Bq/m3 consigliata dalla direttiva europea. In questi casi, la dose di esposizione alla radiazione negli edifici a causa del radon indoor è superiore al livello raccomandato. Sono quindi necessarie, anzi raccomandate, alcune azioni di mitigazione.

Published by
Mauro Simoncelli