Netflix, è allarme: da settembre cancellazioni in massa di film e serie tv

Questa volta la decisione della più famosa piattaforma di streaming rischia di lasciare spiazzati migliaia di abbonati

Le grandi piattaforme streaming di film e serie tv sembrano pensate appositamente per farci consumare più contenuti nel minore tempo possibile, uno dietro l’altro. Come se ogni singolo utente partecipasse a una gara a chi ha visto più episodi, soprattutto poi se questi film o queste serie tv rischiano di sparire dal palinsesto.

Molte serie tv escono dal palinsesto Netflix

Ma dietro queste improvvise cancellazioni, che oramai al termine di ogni mese sforbiciano inesorabilmente dal palinsesto molti contenuti, c’è anche una strategia di marketing e degli accordi commerciali particolari.

Cancellazioni di massa decise da Netflix

Netflix, come tutte le altre piattaforme di streaming, ogni mese cancella alcuni film e alcune serie tv dalla sua piattaforma. Ma questa volta è stata annunciata una vera e propria cancellazione di massa, infatti spariranno dal palinsesto ben 36 film e 6 sei serie tv. Il binge watching, ovvero guardare programmi televisivi senza sosta per un periodo di tempo superiore al consueto, è un fenomeno noto già dai tempi dei cofanetti di dvd, ma adesso ha assunto proporzioni da crisi d’astinenza, con l’avvento dello streaming e, ancora di più, dalla nascita di Netflix. E la grande piattaforma sembra approfittare di questa nuova abitudine per mettere ancora più pressione ai fruitori finali, che magari intravedono come la data di scadenza per consumare la loro visione preferita.

Mangia prega ama con Julia Roberts uno dei film in uscita dal palinsesto –

Ma perché avvengono queste cancellazioni?

Quello che accade ai titoli non originali della piattaforma è ben diverso dalle produzioni originali. Una produzione Netflix che viene cancellata o non rinnovata è un altro discorso, sebbene abbia alcuni punti in comune con la questione. Ogni mese Netflix aggiunge contenuti al catalogo: film, serie tv, documentari, produzioni originali e non. E negli ultimi anni la scelta si è ampliata parecchio sia per genere che per target di pubblico di pari passo con l’arrivo della concorrenza. Tutta colpa delle licenze, per un titolo che viene visto poco e non genera un grande interesse da parte del pubblico la piattaforma non rinnova la licenza. I contratti infatti sono a tempo determinato e hanno appunto una data di scadenza per ciascuna licenza. L’accordo si può rinnovare, ma prima c’è da valutare il rapporto costi/benefici. Più la serie o il film ha successo più la piattaforma ha tutto l’interesse a mantenerla in palinsesto e viceversa.

 

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