Il ribaltone nel centrosinistra rischia di costare a a caro prezzo al Pd: il centrodestra gongola e se la ride sul “divorzio”.
Meno di una settimana. La stretta di mano fra Letta e Calenda è durata pochissimo, giusto il tempo degli annunci e di capire come gestire quei punti caldi all’apparenza insuperabili, che sono rimasti tali.
In questi giorni c’era già chi si era detto sicuro di una rottura, e chi in fondo ci sperava. Troppo evidenti e insanabili alcune questioni per andare avanti. Lo conferma non solo lo strappo, ma anche le accuse da parte del Pd arrivate nell’immediato, quasi a voler chiarire agli elettori che il “divorzio” è stato voluto da una sola parte. Quelle parole durante i giorni in cui tutto sembrava andare a gonfie vele però hanno l’effetto di un autogol. Letta si affrettò a rispondere a chi sottolineava le rinunce ai seggi ai big osservando che senza accordo le elezioni avrebbero avuto un esito scontato con il successo del centrodestra. E ora che le cose sono tornate un po’ come erano prima, anzi ancora più complicate da un patatrac che rischia di indebolire ancora il centrosinistra, gli avversari politici se la ridono, e colgono l’assist per affondare il colpo.
Secondo le stime più accreditate la fuga di Calenda potrebbe costare al centrosinistra 16 collegi uninominali che potrebbero andare quasi tutti al centrodestra. Un autogol di quelli pesanti, che ha scatenato chiaramente le dichiarazioni in arrivo da chi ha atteso da spettatore interessato. Salvini ha definito ciò che accade a sinistra “incredibile” sottolineando una sorta di “balletto” che rischia di avere un peso decisivo alle urne. “Letta ce l’ha con Calenda e con Renzi che ce l’ha con Di Maio. Di Maio ce l’ha con Conte, la Bonino con se stessa e poi c’è chi come Speranza e Fratoianni è li attaccato alla poltrona. Una confusione totale”.
Giorgia Meloni utilizza invece l’arma del sarcasmo. “Nuovo colpo di scena nella telenovela del centrosinistra – ha scritto su Facebook –, Calenda ci ha ripensato e non si sposa con Letta, forse scappa con Renzi. Letta, lasciato sull’altare, pensa ora al suo vecchio amore, Conte. Il gran finale tra 7 giorni, quando scadrà il termine per la presentazione delle alleanze. Nel frattempo – conclude la Meloni -, nel mondo reale famiglie e imprese lottano contro crisi economica e caro vita”. L’assist è stato colto al volo, in una fase in cui il centrosinistra arranca e c’è chi attendeva un ribaltone che di certo condizionerà il turno elettorale.