Per la ripresa economica italiana si fanno strada tre minacce incombenti che possono mettere seriamente a rischio le passate speranze ormai affievolite.
Esistono infatti ad oggi numerosi fattori contrastanti che si trovano attorno alle stime di crescita del Belpaese e alle sue sfide future. Sono tre in particolare quelle segnalate dal sito Politico.eu, che ha deciso di accendere i riflettori sull’Italia come “osservato speciale“.
Al primo posto, impossibile non pensare di mettere la questione energetica, oggi al centro dell’attenzione e della preoccupazione di tanti, dagli imprenditori alle famiglie fino all’esecutivo, che cerca di affrontarlo seppure con grosse difficoltà.
Di certo c’è che l’economia nostrana rischia di contrarsi in maniera ancora più decisa, nel caso ad esempio in cui la Russia decidesse di chiudere del tutto il rubinetto, dopo avere già ridotto ad oggi i flussi del 40 per cento.
Se così fosse, il Pil finirebbe per scendere di 2 punti percentuali nella media della zona euro, ma a pagare più di tutti ne sarebbero certamente i due Paesi che sono maggiormente dipendenti dal gas di Putin, vale a dire Germania e Italia.
Un rischio esterno è invece quello di peggioramento dell’inflazione, dovuta al fatto che più si riduce l’offerta più aumentano i prezzi dell’energia. Un altro fattore di rischio è però dovuto alle mosse della Bce e alla possibilità di inasprimento della politica monetaria ai fini del contrasto dell’inflazione dell’Eurozona.
Ad oggi infatti la banca europea sembrerebbe orientata a rialzare i tassi a luglio, a cui farebbe seguito a settembre un secondo rialzo ancora maggiore. Idee che stanno innescando turbolenze di mercato e colpendo significativamente il debito italiano, a causa della Btp e Bund a 10 anni in salita costante.
Il rischio è cioè quello del ritorno del famoso spread, di cui tutti si ricordano in relazione agli anni della caduta del Governo Berlusconi che ha lasciato spazio all’arrivo di Mario Monti.
L’ultimo “pericolo” riguarda però la difficoltà per Draghi di tenere la maggioranza concentrata sulle riforme, al contrario troppo preoccupata a posizionarsi in vista delle elezioni del 2023.