E’ lite furiosa tra gli organizzatori e i medici. “Basta con gli allarmismi”, ma i dottori replicano: “Situazione critica da monitorare”
Uno scontro senza precedenti. Da una parte chi organizza i concerti e i fan di ogni genere, dall’altra i medici. Il motivo del contendere il virus legato al Covid che sta circolando di nuovo e il rischio che i contagi possano salire ulteriormente proprio a causa dei concerti. La questione che gira attorno è scottante, tanto quanto l’aumento di casi Covid che nelle ultime settimane è tornato alla ribalta, mettendo in ginocchio il territorio e i servizi di emergenza e che proprio tra il 10 e il 15 luglio dovrebbe raggiungere un picco da record nel Lazio. La polemica e lo scontro è partito per via del rischio cancellazione del concenrto dei Maneskin e a cascata tutti gli altri a seguire. “Perché i Maneskin no e gli altri sì?“, l’attacco dei fan. Stessa cosa potrebbe riguardare il Jova Beach-Party che ci sarà a Marina di Cerveteri il 24 e il 25 luglio prossimo. 
Ovviamente, non è una questione personale contro Damiano e i suoi, peraltro già in ansia a causa della positività di Giorgia Soleri, compagna del frontman Damiano. “Diremmo lo stesso anche se ci fossero grandi eventi calcistici – spiega Alberto Chiriatti, vicesegretario della Fimmg, federazione dei medici di medicina generale a Repubblica – in questa situazione le occasioni di assembramento andrebbero evitate perché sono foriere di molti contagi“.
“Fare dei concerti in queste condizioni di contagi è davvero fuori luogo”

Un parere condiviso dallo Snami, il sindacato autonomo dei medici italiani, dall’Ordine dei medici di Roma, dallo statistico che ha predetto il picco, Antonello Maruotti della Lumsa, e da Massimo Ciccozzi, epidemiologo del Campus Biomedico. “Con questo numero di contagi fare un concerto così è fuori luogo” , dice Ciccozzi. “L’ideale sarebbe posticiparlo quando i contagi saranno in discesa. Ci aspettiamo il picco a metà luglio ma occasioni che favoriscono il virus posticiperanno la data del picco. E più la data si allontana, più strascichi avremo a settembre“, prosegue l’esperto di varianti che si appella al sindaco di Roma Roberto Gualtieri e l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, che peraltro dalla scorsa settimana ha avviato un pressing sul governo per ripristinare l’obbligo di Dpi al chiuso e in occasioni in cui è impossibile mantenere le distanze.
D’Amato, dal canto suo, spiega di avere le mani legate. “Non è il momento delle restrizioni ma della responsabilità – dichiara -. Pensare che i fan mettano le mascherine, con 40 gradi, è irrealistico, ma il tema è un altro: non ha senso bloccare un singolo concerto quando su scala nazionale ci sono grandi eventi in continuazione». Non resta allora che rivolgersi a Damiano, al quale ormai fischieranno le orecchie, dato che è la seconda volta in meno di 24 ore che viene direttamente interpellato sulla questione. “I Måneskin ci mettano la faccia e facciano un appello accorato per la vaccinazione“, dice D’Amato. Al momento l’unica campagna in corso è quella della quarta dose destinata a over 80 e over 60 in condizioni di particolare fragilità: non esattamente la fanbase dei Maneskin.. Il nocciolo della questione, però – considerando che da qua a fine mese sono ben 18 i concertoni programmati a Roma, dai Chemical Brothers domani a Ultimo il 17 luglio, passando per Achille Lauro il 12 fino ai due super sold out a Capannelle di Blanco il 27 e 28 luglio.





