Non cessano le preoccupazioni sul rischio di miocardite derivante dal vaccino Novavax: scopriamo i motivi
Il vaccino Novavax, ideato e prodotto per andare incontro alle esigenze dei cosiddetti novax sembrerebbe portare le stesse problematiche dei precedenti innovativi vaccini. Sabino Paciolla, nel suo blog, riporta aggiornamenti sul tema scritte da uno scienziato anonimo e pubblicato sul suo profilo Substack. 
Il vaccino Novavax si basa su una vecchia tecnologia vaccinale, in cui la spike del virus è incorporata in una struttura saponinica chiamata ISCOM e somministrata per via intramuscolare; la caratteristica comune a tutte le piattaforme vaccinali sarebbe stata la proteina spike. Se lo stesso Novavax produce miocardite, allora si potrebbe arrivare a dire che la proteina spike è il principale agente di rischio.
Miocardite post vaccino Novavax, ecco perché si verifica
Al momento non vi sono prove sufficienti, ma la comunanza tra tutti i vaccini risulta essere la proteina spike. Come ha osservato Joomi Kim in un suo articolo, le preoccupazioni sulla citotossicità della proteina spike del virus non sono state sollevate fino al momento del rilascio dei vaccini stessi. A quel punto era già troppo tardi e miliardi di persone sono state vaccinate con un agente altamente sperimentale.

Questo solleva domande sul perché i tassi di miocardite siano stati così elevati tra i destinatari del vaccino mRNA, o perché i destinatari del vettore Adenovirus abbiano registrato tassi più elevati di trombosi. Secondo il punto di vista di Paciolla, la spike è la preoccupazione principale, mentre tutti gli altri aspetti del vaccino servono da contorno agli eventi avversi; per lui, se la proteina spike è l’agente tossico in questione, allora dovremmo considerare che tassi più elevati di spike porterebbero a tassi più elevati di danno. Questo spiegherebbe perché la miocardite varia così tanto nei soggetti naturalmente infetti e chiarisce inoltre perché i bambini sono raramente colpiti: il loro robusto sistema immunitario innato è in grado di affrontare prontamente il virus prima che invada l’organismo in profondità.





