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Cronaca

Covid, la nuova variante spaventa l’Europa: è allarme, ecco i numeri

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Francesco P

Una nuova variante sta producendo una crescita dei contagi in alcune nazioni europee: la scienza si interroga sull’allarme per la BA.5.

Secondo le prime indicazioni della scienza, sarebbe la BA.5 ad aver prodotto una crescita di contagi in alcuni paesi europei.

Allarme per la nuova variante (Ansa Foto)

Dal Portogallo alla Germania, l’impennata nella diffusione del virus sarebbe dovuta ad una sottovariante annunciata in Sudafrica, e ora assolutamente da analizzare nel migliore dei modi per evitare una nuova ondata. Alla sua presenza in Portogallo è legata la crescita di casi e morti che si è registrata negli ultimi giorni, ma anche in Germania la diffusione di questa mutazione del virus sta spingendo gli scienziati a tracciare un quadro generale per vederci più chiaro.

Dalle prime indicazioni raccolte gli esperti sottolineano che BA.4 e BA.5 potrebbero essere nuove mutazioni in grado di provocare ondate periodiche, e molti scienziati affermano che è prematuro affermare che il Covid sia sparito e si sia del tutto indebolito. I dati infatti affermano che in un mese esatto in alcune nazioni si è registrata una preoccupante oscillazione di casi nonostante il caldo, e le percentuali indicano che sarebbe la variante BA.5 ad aver trascinato i contagi.

Allarme variante BA.5: ecco i numeri

Cellule umane invase dal Covid (AnsaFoto)

In Portogallo la presenza della BA.5 era al 18% dei casi nei primi giorni di maggio. Dopo circa un mese il numero dei contagi legati alla mutazione sarebbe raddoppiato, e anche in altre nazioni europee, soprattutto in Germania, si è registrata una crescita di casi. Tale diffusione potrebbe essere spiegata da alcune ricerche riportare sulla piattaforma BiorXiv, ancora da sottoporre alla revisione della comunità scientifica ma in sostanza basate su fatti reali e ricerche abbastanza solide.

La BA.5, secondo la ricerca portata avanti in Giappone, avrebbe una mutazione che le permette più efficacemente rispetto alla Delta di attaccare le cellule umane. Le altre ipotesi, ancora da verificare, sarebbero da ricondurre ad una mutazione che fa cambiare la struttura della proteina Spike, con la quale il virus riesce ad attaccarsi alle cellule umane. La seconda potrebbe essere ricondotta ad una capacità maggiore di eludere le difese dei vaccini e in generale degli anticorpi. Resta però l’allarme che si traduce in una serie di studi condotti per capire come contrastare la BA.5 e se ci sia davvero un rischio più grave rispetto alle ultime mutazioni registrate negli scorsi mesi.

 

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