I consiglieri di Fratelli d’Italia scrivono una nota durissima, attaccando la sinistra e tirando in ballo il sindaco Gualtieri
Prima la pandemia, ora la guerra in Ucraina, con tutte le vicissitudini polirtiche che si trascina dietro. Come se non bastasse nella capitale scatta un’altra discussione, che riguarda il simbolo più importante della cristianità. Nel IV Municipio della Capitale è scattata infatti la “guerra del Crocifisso”. I rappresentanti di Fratelli d’Italia hanno infatti presentato una mozione per chiedere l’esposizione in Aula del Crocifisso, giudicato un “simbolo di universale dei valori di rispetto dell’altro, di tolleranza, di accoglienza, ma soprattutto di solidarietà e di collaborazione”. Ma per quale ragione si è resa necessaria questa richiesta? Cosa ha portato alcuni consiglieri a lanciare una vera e propria nota?
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In passato le discussioni riguardavano la presenza del Crocifisso nelle scuole. Ora si parla anche delle aule del Consiglio municipale. La richiesta è figlia di una serie di discussioni che hanno accompagnato il dibattito politico delle ultime settimane. E che hanno portato alla diffusione di una nota ufficiale. “Inspiegabilmente la maggioranza di sinistra ha espresso voto contrario, accampando flebili giustificazioni sulla laicità dello Stato” hanno evidenziato in una nota congiunta gli esponenti di Fratelli d’Italia Fabrizio Ghera (Capogruppo alla Regione Lazio), Lavinia Mennuni (Consigliere capitolino), Gianni Ottaviano (Dirigente romano del partito) e i consiglieri del Quarto Municipio della Capitale Matteo Mariani, Luca Scerbo, Giorgio Sperandio e Costanza Onofri.
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“Che dice il sindaco Roberto Gualtieri, visto che nell’aula Giulio Cesare, in Campidoglio, è presente l’icona della Vergine Salus popoli Romani, immagine che rappresenta la salvezza del popolo romano?”. A maggior ragione non si capisce come mai la laicità dello Stato non valga nell’Aula Giulio Cesare e valga per la sinistra del IV Municipio.





