Dybala non dimentica Zamparini: il toccante saluto di “U picciriddu”

Paulo Dybala scrive un post per Zamparini, frasi al miele per il presidente che lo ha scoperto e lanciato. “Ti sarò sempre grato”.

Giorno 15 luglio 2012. Maurizio Zamparini chiude l’accordo con l’Instituto de Cordoba e porta in Italia un giovane di 19 anni. Viso pulito ma occhi vispi, fisico ancora non forgiato da un campionato europeo e qualche mugugno.

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Maurizio Zamparini e Paulo Dybala (Getty Images)

Pochi a dire il vero, perché in quegli anni a Palermo e Catania tutto ciò che arrivava dal Sudamerica diventava oro. Fu così anche per Paulo Dybala. Già dai primi allenamenti si capì subito che era in possesso di tanta qualità. Un mancino vellutato, senso del gol, capacità di resistere all’impatto col campionato italiano nonostante i 19 anni. Zamparini aveva fatto ancora centro.

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Era così innamorato di quel giovane di Laguna Larga da accoglierlo come un figlio. Lo ha coccolato, aiutato nell’inserimento, lanciato e poi lasciato andare come si fa a malincuore nelle grandi famiglie. Quell’esperienza la “Joya” non l’ha dimentica. Quell’uomo a volte rude ma sorridente, capace di stupire davanti ai microfoni ma sempre schietto, è chiaramente rimasto nel cuore del calciatore bianconero, che ieri avrà appreso la notizia con immenso dispiacere, trasportato poi sui social con un post da lacrimoni.

Dybala e Zamparini: un legame che va oltre il calcio

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Zamparini e Dybala (Getty Images)

Zamparini è stato ricordato da tutti. Da amici, avversari sportivi, tifosi e calciatori. Troppo forte il suo marchio sul Palermo e sul calcio italiano. Dybala su tutti ha espresso il suo profondo dolore per colui che è stato un padre calcistico. “Sei stato Il primo a credere in me – ha scritto su Instragram -, sono arrivato in Italia che ero un bambino e con la tua famiglia mi hai accolto come se fosse casa mia. Presidente, mi hai aperto le porta di una città bellissima dove ho conosciuto tanta gente bella e dove ho avuto tanti e grandi amici”.

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Poi il più grande complimento che si possa fare ad un presidente di calcio. “Mi hai dato la possibilità di continuare la mia carriera dove ho voluto, sempre con il massimo rispetto e sempre pensando al mio bene. Per questo e per tante altre cose ti sarò sempre grato, non ti dimenticherò mai Presidente. Grazie mille, di tutto. Il tuo Picciriddu”.

Lo chiamava così Zamparini. Per quel volto pulito, il fisico esile, quel sorriso quasi imbarazzato che ieri si è trasformato in broncio. Dybala perde il suo padre sportivo, che ha lasciato però un ricordo grosso e indimenticabile nel cuore di tanti calciatori e dei tifosi.