Covid, Rasi vede la fine e spiega il dato dei decessi: “Troppi scricchiolii”

Guido Rasi vede la luce in fondo al tunnel: “Tutto lascia pensare che il Covid sia alle battute finali”. Sui tanti decessi però arriva un messaggio chiaro.

Tutti i numeri sembrano convergere in una sola direzione. Porta in fondo al tunnel, o quanto meno in una fase che sembra dare respiro all’Italia. Gli indicatori non cancellano ancora il livello d’allarme ma lasciano spazio all’ottimismo, e Guido Rasi conferma.

Guido Rasi Covid
Il professor Guido Rasi (Youtube)

Il direttore dell’Ema, consigliere di Figliuolo, ha espresso il suo pensiero in una intervista al quotidiano La Stampa. “Fine della pandemia? Solo per scaramanzia dico che è possibile, ma tutto sta andando in quella direzione. C’è il rischio però che nuove varianti possano generare ulteriori ondate, e il vero problema in tal senso è la disomogeneità territoriale nei contagi”.

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Il professor Guido Rasi approfondisce. “In Europa Occidentale siamo intorno al 90% dei vaccinati, all’Est al 40. Questo quadro può favorire la nascita di varianti in alcuni paesi e la diffusione in altri”. C’è un però. Ed è di sicuro un buon segnale. “Non è scritto nella pietra che le mutazioni diventano benevole, ma la storia e l’evoluzione dei virus indicano che si modificano per sopravvivere nell’organismo che li ospita. Nuove ondate potrebbero di fatto non generare allarme sanitario”. Si potrebbe quindi tornare alla normalità? Rasi lancia buoni segnali.

Covid, Rasi fiducioso: previsti allentamenti nelle misure, ma il dato dei morti ha un’analisi che fa riflettere

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Per Guido Rasi la pandemia può essere alle battute finali, ma il dato dei decessi deve far riflettere (Getty Images)

Il professor Guido Rasi si sofferma quindi sulle misure che potrebbero essere cambiate. “Abrogare la quarantena per i vaccinati con booster è prematuro. Possono trasmettere il virus, quindi ora direi di no. Fra tre settimane però potrebbe essere possibile, ossia quando la circolazione sarà meno alta. Credo però che con 3 dosi si può evitare l’auto sorveglianza e ridurre a 7 giorni l’isolamento dei ragazzi positivi nelle scuole”. E sulla Dad osserva: “Imporla a scuola per chi ha contatti con contagiati stretti ed è vaccinato non ha molto senso. Credo che debba durare al massimo 5 giorni”.

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Infine però un commento sui tanti decessi, con un segnale che deve far riflettere. “Non si spiegano i tanti morti rispetto al resto d’Europa, e invece dovremmo trovare il motivo. In alcuni contesti il sistema ha scricchiolato – ammette Rasi – e la mortalità varia molto di ospedale in ospedale e nelle regioni. Sarebbe utile vedere quali protocolli sono stati attuati nei luoghi dove le cose sono andate meglio”.