ESCLUSIVA – “Clienti in fuga e regole assurde. I bar rischiano la chiusura”

Le nuove misure hanno portato ulteriori problematiche tra i responsabili dei bar: “Abbiamo molti meno clienti e certe regole sono davvero incomprensibili”

Viaggio tra le mille difficoltà riscontrate dai baristi con le nuove misure – Ansa Foto –

Ieri siamo andati nelle farmacie, e nel nostro viaggio abbiamo evidenziato le preoccupazioni di chi si è trovato costretto ad un lavoro eccezionale nei giorni di festa, tra continue richieste di tamponi e difficoltà organizzative. Oggi, nella seconda puntata del nostro dossier, abbiamo fatto un giro tra i bar della capitale e della provincia, provando a capire cosa sia cambiato con le nuove regole. Anche tra i responsabili di caffè e punti di ristoro, si vive una situazione di estremo disagio, che gli esercenti (che hanno preferito rimanere anonimi) non faticano ad evidenziare. 

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Cosa è cambiato rispetto a prima? Semplice, abbiamo molti meno clienti“. A parlare è un barista della capitale, che ha risposto alle nostre domande su ciò che è successo con le nuove misure studiate dal Governo per fermare i contagi. Fino a pochi giorni fa il Green Pass era necessario per poter consumare ai tavoli, ora è diventato obbligatorio anche per chi vuole prendere un caffè al banco. “La gente ha paura dei controlli e non si fida. E noi della ristorazionemi spiega il responsabile di un Bar in zona salarione paghiamo il prezzo più alto, in termini economici e di spese. Già lo scorso anno abbiamo subito limitazioni incredibili: chiusure anticipate, clienti costretti solo a prendere caffè d’asporto, e ora l’ennesima beffa. Se ho preso qualche soldo di risarcimento? Zero”.

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Problemi che si riscontrano anche a livello organizzativo. “Se hai un bar grandemi spiega un responsabile di un locale in zona Flaminia – hai la possibilità di organizzare bene il controllo del Green Pass e incanalare il flusso delle persone che entrano dentro. Così diventa tutto più facile. Ma chi ha locali piccoli è svantaggiato. Anche perchè sarebbe necessario prendere una persona che sia responsabile solo dei controlli dei certificati. Ma quanti bar ci sono gestiti da una persona sola? Pensate un barista che deve, controllare il green pass, fare il caffè e controllare tutto. Diventa impossibile“.

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“Tra bar e negozi che differenza c’è?”

Nei bar è necessario il Green Pass anche per consumare al banco notizie.com 20221228

Nei bar è necessario il Green Pass per poter consumare al banco- Ansa Foto –

Anche per i clienti esistono disagi. “Non ci nascondiamoesordisce un responsabile di una catena di bar nella capitale – le difficoltà sono tante. Molti clienti sono scoraggiati e preferiscono evitare di venire a prendere un caffè. Molti sono bloccati e per noi è una grossa perdita. In più esistono delle incongruenze pazzesche. Io ho un bar che sta all’interno di un attività commerciale che prevede anche negozi dove poter fare la spesa. Bene, la persona all’ingresso, pagata da me, deve chiedere se il cliente va al bar o a fare acquisti. Se viene al Bar deve mostrare il Green Pass, altrimenti no. Mi spiegate qual’è la differenza nella possibile trasmissione del virus?  E’ un’incongruenza pazzesca“.

Uscendo dalla capitale la situazione non cambia. In uno dei bar più frequentati della provincia si vivono situazioni simili. “La Polizia viene continuamente a chiedere il Green Pass ai clienti. E a lungo andare questa cosa ci penalizzerà. Passerà la voglia di venire a prendere un semplice caffè. Noi abbiamo sempre rispettato le regole, ma così rischiamo di avere sempre meno gente. Venire al bar è soprattutto un momento di relax. Se diventa uno stress chi verrà più?“.