Esclusiva – Domenico e gli effetti del Covid: “Mangio uova marce e bevo benzina”

L’incredibile storia di un ragazzo di 23 anni che combatte con gli effetti del Covid: “La mia vita è un inferno”

In esclusiva a Notizie.com la storia di Domenico, un ragazzo di 23 anni che da giorni combatte con gli effetti del Covid

Immaginate di mangiare per una settimana uova marce e non sapere se e quando tutto tornerà come prima”. Domenico ha 23 anni, vive nella provincia di Palermo ed è una delle vittime degli effetti del Long Covid. All’inizio di settembre è risultato positivo al tampone e da allora la sua vita non è più la stessa. La malattia gli ha lasciato alcune microlesioni ai polmoni e, soprattutto, dei problemi che si manifestano ogni volta che prova a mangiare o a bere qualcosa. Una storia quasi surreale, che ha raccontato sui social e che lo ha portato agli onori della cronaca. Molti, negli ultimi giorni, si sono interessati al suo caso, diventato immediatamente virale.

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Il 4 Settembre ho scoperto di essere positivo al covid – ha dichiarato in esclusiva a Notizie.com. –  Già da una settimana avevo i sintomi del Covid: febbre, tosse e mal di gola oltre che dolori muscolari e problemi intestinali. Facevo fatica a deglutire per il mal di gola. Dopo un paio di giorni la situazione è decisamente migliorata ma ho perso gusto ed olfatto”. Da quel momento per Domenico inizia l’incubo. “Sono rimasto senza gusto ed olfatto per circa due mesi, non distinguevo nemmeno il dolce dal salato. Da circa una settimana sento i sapori alterati ed è una sensazione orribile: tutto sa di marcio e di chimico, non riesco a finire i pasti e al pensiero di sedermi a tavola e mangiare, mi viene la nausea. Quando  mangio un qualsiasi cibo (dalla pasta al pane) quello che sento è un unico sapore, disgustoso, che posso descrivervi come quello di uova marce, anche se non credo sia proprio quel sapore. Qualsiasi cosa che contenga composti chimici (detersivi, disinfettanti eccetera) per me odora di benzina. Non proprio l’odore della benzina, è più un odore sgradevole molto forte che va verso la benzina”.

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“I medici brancolano nel buio”

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I medici cercano soluzioni nei casi di Long Covid – GettyImages-

Domenico ha costantemente bisogno dell’aiuto dei suoi genitori. Da solo sarebbe incapace di distinguere se un cibo sia buono, scaduto o rovinato. “Da quando tutto sa di avariato, fare le cose più facili come il pranzo e la cena è diventato impossibile. Non so ancora da cosa dipende, presto farò una visita specialistica per approfondire la cosa e capire esattamente di cosa si tratta. Molti su internet mi dicono che si tratti di Parageusia, ma aspetto che sia un medico a dirmelo. So solo che è terribile”. I dottori brancolano nel buio. “Inizialmente mi hanno detto di aspettare che tutto si sistemasse da solo. Da questo punto di vista credo che ci sia ancora poco da fare e spero che la mia testimonianza e di tutte le altre persone che in queste ore si stanno aprendo, possano in un qualche modo spingere la ricerca a fare di più per una situazione che seppur momentanea è terribile”.

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Da quando ha scritto un tweet in cui ha raccontato la sua storia, Domenico è stato contattato da diverse persone. Il suo post è stato letto in diretta televisiva anche nei programmi tv Rai e Mediaset.Da quando il tweet che ho fatto ha iniziato a circolare sul web, centinaia di persone mi hanno scritto per raccontarmi la loro esperienza. Alcune sono un po’ diverse, altre sono uguali per filo e per segno. In un certo senso sapere di non essere l’unico a vivere questa situazione è brutto e bello allo stesso tempo. Bello perché ti aiuta psicologicamente, brutto perché ti viene da chiedere come mai un problema così esteso sia ancora totalmente ignorato”.

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Le sue parole hanno scatenato la lotta tra i fautori del vaccino e i no-vax. Domenico si era vaccinato a giugno e nel suo post ha scritto che, se non lo avesse fatto, probabilmente la sua storia sarebbe stata ancor più drammatica. Ma non ha nessuna intenzione di entrare nelle battaglie legate alle vaccinazioni. “Ho raccontato la mia esperienza e di entrare nella dinamica “Pro-vax/No-vax” non mi interessa. Sono liberi di credermi (e di credere alle centinaia di persone che stanno vivendo la mia stessa situazione) o non credermi. A me cambia poco. Quello che posso dire è solo che il vaccino è un’arma molto potente e l’unica che abbiamo al momento. Usiamola. Permettimi di dire invece ai miei coetanei di non sottovalutare il Covid. Se è vero che rischiamo meno di morire, è anche vero che rischiamo di più di rimanere in una situazione che può durare una settimana, dieci mesi o sempre. E lascio immaginare quanto possa essere piacevole consumare ogni giorno un pasto che sa di cibo avariato”.

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