Il quotidiano spagnolo El Mundo ha svelato un ipotetico piano strategico della Russia per condurre attacchi ibridi contro i Paesi del Mediterraneo mediante droni lanciati da navi mercantili, citando informazioni attribuite ai servizi segreti americani.
La ricostruzione ipotizza l’uso dei velivoli senza pilota Gerbera per causare incendi e bloccare scali strategici in Italia, Francia e Spagna. I governi di Roma e Parigi hanno immediatamente smentito la presenza di allarmi operativi sulle proprie reti di sicurezza.
Il dossier al centro del caso mediatico descrive la minaccia rappresentata dai droni modello Gerbera, velivoli lunghi due metri con un’apertura alare di due metri e mezzo e un peso di diciotto chilogrammi. Capaci di toccare una velocità di 160 chilometri orari e di coprire distanze fino a 600 chilometri, questi dispositivi verrebbero stivati dentro container commerciali per poi essere azionati a corto raggio dalle rotte navali. Le cariche esplosive ridotte punterebbero a innescare roghi e mandare in tilt porti e aeroporti civili.
“L’allarme lanciato non serve a nessuno – ha precisato il ministro della Difesa Guido Crosetto – e non trova alcuna conferma nei nostri canali“.
“Non abbiamo mai avuto segnalazioni di questo tipo – ha sottolineato il Ministro degli Esteri Antonio Tajani da New York – e confermo che la notizia è priva di qualsiasi fondamento“.
“Servono calma, sangue freddo e parole di pace – ha dichiarato il vicepremier Matteo Salvini – e non allarmismi irresponsabili che alimentano le tensioni“. Sebbene i canali operativi di intelligence italiani non registrino riscontri concreti sulla minaccia navale nel Mediterraneo, la pressione russa lungo i confini europei viene confermata da eventi recenti, come il sorvolo non autorizzato di quattro droni in Moldavia e l’incendio doloso a una stazione satellitare Starlink in Polonia.
“La Cia non ha informato i nostri servizi di un simile attacco – ha riferito il presidente francese Emmanuel Macron durante un’intervista televisiva – tuttavia ci troviamo di fronte a una situazione inquietante che aumenta in tensione”.
“La Commissione europea osserva con attenzione lo scenario – ha spiegato il portavoce Thomas Regnier – poiché il nostro spazio aereo viene continuamente messo alla prova e siamo consapevoli degli attacchi ibridi in corso”. “Un attacco su vasta scala contro i Paesi alleati resta del tutto improbabile – ha concluso il segretario generale della Nato Mark Rutte – poiché il presidente Vladimir Putin si trova sull’orlo del panico”.