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Cronaca

Anna Rosa, dalla diagnosi di tonsillite alla terapia intensiva, la cronologia del caso e le parole della madre: “Hanno sottovalutato mia figlia”

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Angelo Bianco

La madre della bambina di quattro anni morta a Palermo con una sospetta difterite accusa i sanitari di avere sottovalutato le condizioni della figlia e contesta la prima diagnosi di tonsillite.

Il dolore è mio e solo mio, ma vi auguro di non avere mai a che fare con medici incompetenti”, ha scritto su Facebook, annunciando che esisterebbero documenti sanitari che, a suo giudizio, chiarirebbero quanto accaduto.

Anna Rosa, dalla diagnosi di tonsillite alla terapia intensiva, la cronologia del caso e le parole della madre: “Hanno sottovalutato mia figlia” (Ansa Foto) – notizie.com

Le sue parole arrivano mentre la Procura ricostruisce il percorso clinico della piccola Anna Rosa. La salma è stata sequestrata, le cartelle acquisite e l’autopsia dovrà chiarire la causa del decesso.

Dal primo accesso al trasferimento in terapia intensiva

Questa triste storia ha inizio il 13 agosto alle ore 22 circa. Su indicazione della pediatra i genitori hanno portato la bambina al pronto soccorso dell’ospedale Cervello per febbre, vomito e difficoltà a mangiare. Intorno alla mezzanotte i medici avrebbero dimesso la piccola con una diagnosi di tonsillite essudativa febbrile e l’indicazione di tornare in ospedale in caso di peggioramento.

Due giorni dopo, il 15 agosto, la famiglia si sarebbe rivolta di nuovo al pronto soccorso pediatrico perché la febbre non passava e la piccola rifiutava di mangiare, era debole e poco reattiva. Il giorno dopo, il 15 sarebbe stata intubata per insufficienza respiratoria e trasferita nella terapia intensiva pediatrica dell’Ospedale dei Bambini Di Cristina. Le condizioni sarebbero poi precipitate fino alla morte, avvenuta nella notte tra il 19 e il 20 agosto.

La madre sostiene che gli accessi siano stati più di uno e ha accusato i medici di aver confuso la difterite con la tonsillite. Antonio Cascio, direttore dell’unità di Malattie infettive del Policlinico di Palermo, ha però ricordato che la malattia può presentarsi inizialmente come una tonsillite, rendendo complessa la diagnosi differenziale.

Che cosa può stabilire l’autopsia

L’esame autoptico potrà documentare il meccanismo della morte, i danni agli organi e l’eventuale ruolo delle tossine. Per confermare la difterite servono anche gli accertamenti microbiologici per identidicare il batterio e verificare la produzione della tossina.

L’autopsia, letta insieme alle cartelle cliniche, ai referti e ai tempi delle cure, aiuterà a valutare la correttezza del percorso sanitario.

Perché sono aumentate le vaccinazioni

Dopo la notizia del decesso, nei centri vaccinali palermitani è cresciuta la richiesta dell’esavalente, che protegge anche dalla difterite. Secondo stime provenienti da ambienti sanitari, l’incremento potrebbe raggiungere il 10%.

Che cosa può stabilire l’autopsia – notizie.com

Il caso ha spinto molte famiglie a verificare dosi e richiami. L’Asp ha avviato l’indagine epidemiologica per ricostruire i contatti della bambina e attivare la profilassi antibiotica. Anche i tre fratelli della piccola sono stati vaccinati dopo la morte. Un cuginetto di quattro anni, vaccinato e ricoverato con febbre e mal di gola, presenta condizioni giudicate discrete mentre si attendono i risultati del tampone.

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Angelo Bianco