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Cronaca

Ranucci, cosa rischia davvero Report dopo il caso Lavitola

Published by
Giovanna Sorrentino

Per Roberto De Vita, avvocato di Sigfrido Ranucci, un provvedimento da parte della Rai nei confronti del giornalista, preso in questo momento, sarebbe “inevitabilmente inquinato dalle falsità” circolate nelle ultime settimane. E finirebbe nell’”orbita della decisione politica”.

Il caso del conduttore di Report entra quindi nel terreno delle decisioni di Viale Mazzini, e nelle stesse ore Ranucci ha dato mandato ai legali di procedere contro la magistrata Clementina Forleo per un post pubblicato su Facebook.

Ranucci, cosa rischia davvero Report dopo il caso Lavitola (Ansa Foto) – notizie.com

Le due iniziative arrivano mentre prosegue l’indagine sull’attentato dinamitardo del 16 ottobre 2025, avvenuto fuori casa del giornalista a Pomezia. Per comprendere il quadro occorre però tenere separati tre livelli: l’episodio della bomba, gli accertamenti sulle responsabilità e il futuro professionale di Ranucci alla guida di Report. Andiamo con ordine.

16 ottobre 2025: l’attentato a Pomezia

Quel giorno un ordigno è esploso davanti la villetta di Ranucci a Campo Ascolano, nel territorio di Pomezia, danneggiando l’automobile del giornalista, quella della figlia e una parte della proprietà. Dopo questo evento la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta e affidato le indagini ai carabinieri.

Quattro persone sono finite in manette, con l’accusa di essere gli esecutori materiali dell’attacco dinamitardo. Il Tribunale del Riesame ha confermato nei loro confronti le misure cautelari e l’aggravante del metodo mafioso.

Le versioni opposte di Valter Lavitola

Il secondo livello di questa vicenda riguarda Valter Lavitola, che la Procura indica come presunto mandante. L’8 luglio, durante dichiarazioni spontanee rese ai pubblici ministeri ha respinto di essere coinvolto nell’attentato all’amico: “Non sono stato io e non ho idea del movente”. 

Il 12 agosto, nel carcere di Rebibbia, l’imprenditore ha cambiato completamente versione durante l’interrogatorio di garanzia durato più di cinque ore. Ha ammesso di essere stato lui il mandante e di aver organizzato tutto per aumentare la protezione di Ranucci.

Le versioni opposte di Valter Lavitola (Ansa Foto) – notizie.com

La difesa ora valuta nuove precisazioni al Riesame. Intanto i quattro presunti esecutori hanno chiesto di essere interrogati dopo essersi avvalsi in precedenza della facoltà di non rispondere. Le parole di Lavitola dovranno essere confrontate con le intercettazioni, i dispositivi sequestrati, le celle telefoniche e altri elementi raccolti durante le indagini.

Nell’ordinanza il gip indica Ranucci come vittima inconsapevole e precisa che non ci sono elementi su un accordo con Lavitola. Lo stesso ex direttore dell’Avanti ha dichiarato che l’amico, anzi “fratello”, non sapeva nulla. E di sentirsi in colpa per aver messo nei guai sia il giornalista che l’altro implicato nella vicenda, Clesio Tavares Gomes, socio e factotum di Lavitola, che nelle ultime ore ha negato di essere un latitante e di aver ingaggiato la banda per l’attentato.

Il futuro di Report e le verifiche Rai

Il terzo livello è quello che riguarda la Rai, che ha deciso di sospendere le repliche estive di Report ed attivato un Comitato etico. Ranucci è stato ascoltato per 5 ore il 4 agosto ed avrebbe consegnato documenti e testimonianze sulle inchieste della trasmissione e sul rapporto con le fonti. Gli approfondimenti sono ancora in corso.

L’avvocato De Vita ha invitato l’azienda a rimandare ogni decisione alla fine delle indagini. A suo avviso, motivi legati alle frequentazioni di Ranucci, alle sue fonti o a una presunta “incompatibilità ambientale” potrebbero diventare il pretesto per punire la vittima di un attentato.

La querela annunciata contro Forleo

Su un binario ancora diverso corre lo scontro con Clementina Forleo. La magistrata, consigliera della Corte d’appello di Roma, il 16 agosto ha pubblicato un post con domande su presunte pressioni esercitate da Ranucci per conservare la guida del programma. Il giornalista ha incaricato i propri legali di procedere. De Vita definisce quelle affermazioni prive di fondamento e gravemente calunniose.

Forleo replica di avere commentato una notizia pubblicata dal Foglio e poi ripresa sui social. La magistrata sostiene che ciascuno risponderà delle proprie condotte e delle iniziative giudiziarie assunte.

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