“Chi devasta o rapina deve pagare anche a 15 anni”: Meloni blinda il ddl anti-maranza, ma le opposizioni e le ong insorgono

“Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni. Anche quando è minorenne. La fermezza senza alternative non basta ma le alternative senza fermezza non risolvono il problema”.

A parlare è la premier Giorgia Meloni dopo il Consiglio dei Ministri che ha varato il disegno di legge in materia di imputabilità del minore, ribattezzato ddl anti-maranza, in riferimento a a gruppi di ragazzi protagonisti di episodi di degrado urbano o criminalità.

La premier Giorgia Meloni, varato ddl anti-maranza
“Chi devasta o rapina deve pagare anche a 15 anni”: Meloni blinda il ddl anti-maranza, ma le opposizioni e le ong insorgono (FACEBOOK FOTO) – Notizie.com

Chi aggredisce, chi rapina chi devasta – ha sottolinea la presidente del Consigliodeve pagare sempre, anche se ha 15 o 16 anni. Per questo abbiamo agito e continuiamo ad agire: arresto per i minorenni sorpresi con un’arma, norme severe contro la diffusione dei coltelli, pene più dure per i danneggiamenti di gruppo. Oggi un passo ulteriore”.

Il ddl interviene sull’articolo 98 del Codice penale e modifica, di conseguenza, l’articolo 9 del decreto del presidente della Repubblica 22 settembre 1988, numero 448. Il provvedimento, approvato su proposta della presidente Giorgia Meloni e del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, introduce “una presunzione relativa di capacità di intendere e di volere per chi, al momento del fatto, abbia compiuto quattordici anni e non ancora diciotto. Muta così il criterio di accertamento”.

La premier Meloni: “Alcuni risultati si iniziano a vedere e per questo vogliamo insistere”

In sostanza la capacità non deve più essere positivamente verificata caso per caso, ma si presume fino a prova contraria, restando ferma la possibilità di escludere l’imputabilità quando risulti, sulla base degli elementi acquisiti nel procedimento, che il minore ne fosse privo al momento del fatto. Resta ferma la diminuzione della pena prevista per i minori imputabili.

Alcuni risultati si iniziano a vedere e per questo vogliamo insistere. – ha continuato Meloni – Uno Stato giusto ha il coraggio di cambiare le regole quando non funzionano e ha il dovere di essere severo con chi sbaglia ma anche presente con chi rischia di perdersi, perché non c’è vera libertà senza responsabilità“.

Premier Giorgia Meloni, varato ddl anti-maranza
La premier Meloni: “Alcuni risultati si iniziano a vedere e per questo vogliamo insistere” (FACEBOOK FOTO) – Notizie.com

Critiche le opposizioni. Per il responsabile Sicurezza del Partito democratico Matteo Mauri, il ddl anti-maranza “criminalizza un’intera generazione“. Angelo Bonelli, parlamentare di Avs e co-portavoce di Europa Verde ha parlato di “deriva autoritaria”.

Anche l’organizzazione Save the Children ha preso posizione: “La violenza giovanile rappresenta una sfida complessa che non può essere affrontata prendendo a modello la giustizia degli adulti. Considerare di regola imputabile un minore ultraquattordicenne rischia di trasmettere un messaggio rischioso: che la risposta penale agli errori degli adolescenti debba essere uguale a quella degli adulti”.

Save the Children ha richiamato anche i dati, in calo, sulle sentenze di non luogo a procedere per accertata immaturità dei minorenni tra i 14 e i 18 anni, che sono passate da 256 nel 2004 a 60 nel 2024.