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Tecnologia

“I nostri figli non sono cavie”: l’allarme dell’Oms sugli algoritmi progettati per catturare l’attenzione a scapito della salute

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Francesco Ferrigno

“Il nostro ambiente digitale non solo promette benefici di vasta portata, ma comporta anche gravi rischi per la salute e lo sviluppo dei bambini”.

È il potente messaggio, riguardante in particolare social media e Intelligenza artificiale generativa, diffuso in queste ore dal presidente francese Emmanuel Macron e dal direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus.

“I nostri figli non sono cavie”: l’allarme dell’Oms sugli algoritmi progettati per catturare l’attenzione a scapito della salute – Notizie.com

In tutto il mondo, secondo Macron e Ghebreyesus, l’infanzia viene riprogrammata dalle tecnologie digitali che plasmano il modo in cui i giovani imparano, giocano e si connettono. “Il nostro compito non è celebrare o condannare la tecnologia. – hanno detto – La nostra responsabilità è massimizzare i primi e prevenire i secondi. Non è troppo tardi per agire, ma è troppo tardi per semplici aggiustamenti graduali”.

Gli strumenti digitali possono ampliare le opportunità supportando l’apprendimento, la comunicazione e l’accesso ai servizi sanitari, soprattutto per i bambini che vivono in zone remote o colpite da crisi. Per molti giovani, gli spazi online offrono anche creatività, senso di comunità e appartenenza, in particolare per coloro che rischiano l’esclusione offline. “Ma questi vantaggi non sono garantiti. – hanno sottolineatoDipendono in larga misura da chi vi ha accesso, da come vengono progettate le tecnologie e dagli interessi che servono”.

La protezione dei minori online è un imperativo di salute pubblica

I governi riconoscono sempre più che la protezione dei minori online è un imperativo di salute pubblica. L’Australia ha introdotto il primo requisito al mondo che impone alle piattaforme di social media di impedire ai minori di 16 anni di creare account, mentre la Francia sta promuovendo una legislazione per vietare l’accesso ai social media ai minori di 15 anni. L’Indonesia ha vietato l’accesso ai minori di 16 anni, la Spagna ha annunciato l’intenzione di farlo e l’Irlanda sta collaborando con i partner dell’Unione europea per sviluppare sistemi di restrizione dell’età e di verifica dell’età incentrati sulla protezione dei minori di 16 anni.

Anche il Regno Unito ha recentemente annunciato l’intenzione di vietare alle piattaforme di social media di offrire servizi ai minori di 16 anni, introducendo inoltre ulteriori misure di sicurezza come restrizioni sulle dirette streaming e sui contatti con sconosciuti. Il Canada, invece, ha introdotto una legislazione per limitare l’accesso ai social media ai minori di 16 anni, richiedendo al contempo maggiori protezioni safety by design e una maggiore responsabilità da parte delle piattaforme.

La protezione dei minori online è un imperativo di salute pubblica – Notizie.com

Nel loro insieme, queste misure riflettono un crescente consenso globale sulla necessità, per gli ambienti digitali, di una governance efficace, di una progettazione adeguata all’età e di maggiori garanzie per proteggere la salute dei bambini. L’Oms della Sanità sostiene questo impegno rafforzando la ricerca necessaria per sviluppare una comprensione più chiara dell’impatto delle tecnologie attuali e future, fornendo consulenza tecnica ai Paesi e promuovendo ambienti digitali sicuri ed equi per la salute.

Servono soluzioni perché gli ambienti digitali non sono neutrali. – hanno spiegato Macron e GhebreyesusIl modo in cui vengono progettati, gestiti e monetizzati influenza molti aspetti della nostra vita, non ultimo la nostra salute. La ripetuta esposizione a contenuti stereotipati, sessualizzati, violenti o discriminatori influenza il modo in cui i bambini comprendono se stessi e il mondo che li circonda”.

Le evidenze attuali associano un’eccessiva esposizione al digitale

Gli algoritmi filtrerebbero sempre più spesso le informazioni sanitarie per aumentare l’attenzione piuttosto che l’accuratezza, consentendo la diffusione di affermazioni fuorvianti. La raccolta e l’utilizzo di dati personali, in particolare per la profilazione e il marketing mirato, sollevano preoccupazioni in merito alla privacy, alla manipolazione e al benessere. Le evidenze attuali associano un’eccessiva esposizione al digitale a problemi quali ansia, depressione, disturbi del sonno, aumento dell’aggressività e, nei casi più gravi, tendenze suicide, soprattutto tra gli adolescenti vulnerabili.

L’uso dei social media, dei videogiochi e dell’Intelligenza artificiale può acuire la solitudine e soppiantare le relazioni offline. – hanno conclusoL’uso prolungato contribuisce alla sedentarietà e alla riduzione del sonno, fattori di rischio noti per le malattie non trasmissibili. Lo sfruttamento e gli abusi sessuali online sono in aumento a livello globale, parallelamente a un forte incremento di materiale pedopornografico, immagini di abusi generate dall’intelligenza artificiale e contenuti deepfake a sfondo sessuale o di bullismo.

Tutto ciò ha conseguenze profonde e durature sulla salute mentale, sulla fiducia e sulla sicurezza. Le pratiche commerciali aumentano tutti questi rischi. Molte piattaforme sono progettate per massimizzare il coinvolgimento, senza un’adeguata protezione dall’esposizione a contenuti dannosi o funzionalità che tutelino la salute fisica e mentale dei bambini. Ridurre l’esposizione a contenuti illegali, estremi o espliciti è fondamentale”.

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Francesco Ferrigno