Nella serata di ieri a Reggio Emilia, il 43enne Andrea Pellati sarebbe entrato in pizzeria con l’intento di uccidere il pizzaiolo Raffaele Stipa, 67 anni.
Ne è convinta la Procura della Repubblica di Reggio Emilia, pronta nelle prossime ore a chiedere la convalida del fermo per Pellati. L’indagato, fermato la notte scorsa, poche ore dopo il delitto, è in attesa dell’interrogatorio di garanzia in carcere. È accusato di omicidio aggravato e lesioni personali aggravate. 
La pm Maria Rita Pantani, titolare dell’inchiesta, sta inoltre valutando la contestazione delle aggravanti della premeditazione e dei futili motivi. Nei confronti del 43enne sono in corso anche accertamenti sui disturbi psichici. L’omicidio ha scosso l’intera comunità emiliana: Stipa era una persona stimata, apprezzata e benvoluta da tutti. L’aggressione all’interno del locale Yoghi di via Gran Sasso d’Italia ha portato anche al ferimento della sorella del pizzaiolo, Antonella, intervenuta per difenderlo.
Nell’abitazione di Pellati, arrestato a casa dei genitori, sono stati ritrovati uno zaino, i vestiti indossati al momento del fatto e un coltello compatibile con l’arma del delitto. Tutti elementi che sono visibili anche nelle immagini dalle telecamere di sorveglianza interne alla pizzeria e che sono confermati dalle testimonianze dei presenti.
Il 43enne ha diversi precedenti per spaccio di cocaina
“Una vicenda che – sottolinea Fipe-Confcommercio – lascia sgomenta l’intera comunità dei pubblici esercizi e che colpisce al cuore un settore fatto di persone che ogni giorno, con sacrificio, passione e dedizione, accolgono clienti e contribuiscono alla vita sociale ed economica del Paese“.
Il 43enne ha diversi precedenti per spaccio di cocaina ed è stato arrestato più di una volta, l’ultima nel 2023. Non farebbe, però, uso di droghe. Come già accennato, secondo la Procura di Reggio Emilia, Pellati sarebbe entrato nel locale con il solo scopo di colpire mortalmente la vittima. “È entrato per ucciderlo”, ha affermato il procuratore reggiano Calogero Gaetano Paci.
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Secondo la ricostruzione degli inquirenti, intorno alle ore 22, il 43enne avrebbe oltrepassato il bancone della pizzeria e aggredito Stipa con un coltello. La sorella della vittima avrebbe tentato di fermarlo impugnando un bastone, riportando ferite da arma da taglio al fianco e alle braccia. La donna è stata dimessa dall’ospedale con una prognosi di venti giorni.
“Il presunto movente è partito in realtà da mezzogiorno di ieri. – ha spiegato Paci – Un amico dell’aggressore era andato a mezzogiorno a chiedere tre pizze senza pagare, ma c’è stato il diniego della sorella visto che avevano altri debiti per pizze non pagate di entità esigua. Da questo momento non sappiamo cosa sia maturato nella mente dell’indagato, ma da ciò che abbiamo ricostruito dalle telecamere interne del locale, l’uomo è entrato unicamente ed esclusivamente per uccidere la vittima”.
Uniti contro la violenza è il nome dell’iniziativa in ricordo di Raffaele Stipa
L’omicidio è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza interna al locale, che sono state centrali per riuscire a identificare il killer e individuarlo. “Questo drammatico episodio – ha continuato la Fipe – richiama l’attenzione sulla necessità di garantire sempre maggiori condizioni di sicurezza per chi opera nei pubblici esercizi, luoghi di incontro e convivialità che non possono trasformarsi in scenari di eventi tragici”.
Uniti contro la violenza è, infine, il nome dell’iniziativa in ricordo di Raffaele Stipa. La camminata partirà stasera alle 20 da via Medaglia d’Oro della Resistenza, davanti al Centro Sociale Rosta Nuova, e i partecipanti arriveranno davanti al locale che la vittima gestiva da circa vent’anni, la pizzeria Yoghi, in via Gran Sasso d’Italia. L’iniziativa e’ stata organizzata dal Comune di Reggio Emilia.





