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Politica

Sesta archiviazione per Silvio Berlusconi per le stragi del 1993, lo sfogo durissimo di Marina: “Mio padre ha lottato contro la criminalità organizzata”

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Francesco Ferrigno

Per sei volte il nome di Silvio Berlusconi è stato iscritto in inchieste sui presunti mandanti occulti delle stragi di mafia del 1993. E per sei volte, in trent’anni di approfondimenti, le indagini sono state archiviate.

L’ultima archiviazione, la sesta appunto, è datata 15 gennaio 2026, ma è stata resa nota solo nelle ultime ore. A disporla è stata la gip del Tribunale di Firenze Patrizia Martucci. Stessa decisione anche per Marcello Dell’Utri, stretto collaboratore di Berlusconi.

Sesta archiviazione per Silvio Berlusconi per le stragi del 1993, lo sfogo durissimo di Marina: “Mio padre ha lottato contro la criminalità organizzata” (ANSA FOTO) – Notizie.com

Per la giudice, “mancano elementi concreti su contatti/rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi”. “Una tesi insensata – ha commentato Marina Berlusconi, primogenita del Cavaliere scomparso il 12 giugno 2023 – ha alimentato trent’anni di sospetti, insinuazioni e campagne di delegittimazione. La verità storica è totalmente diversa: mio padre è stato uno dei principali protagonisti della lotta alla criminalità organizzata in Italia“.

L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia fiorentina sulle stragi mafiose del 1993 di Firenze, Milano e Roma, vedeva coinvolto Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. L’ipotesi era che la campagna stragista fosse finalizzata a favorire l’affermazione politica di Forza Italia e l’ascesa di Berlusconi. Dell’Utri, in particolare, era indagato per aver istigato e sollecitato il boss mafioso Giuseppe Graviano a organizzare la campagna stragista.

Marina Berlusconi: “L’incredibile storia dell’inchiesta di Firenze mostra in quali condizioni si trovi la giustizia italiana”

Avrebbe svolto, secondo l’accusa, un ruolo di “indicatore dei luoghi” dove effettuare gli attentati, con l’obiettivo di creare un clima di terrore utile al nuovo progetto politico. La difesa di Dell’Utri, la cui casa di Milano venne perquisita nel luglio 2023, ha sempre definito queste ipotesi “fantasiose“, contestando l’attendibilità dei collaboratori di giustizia e sottolineando la mancanza di riscontri, ora confermata dal giudice che ha disposto l’archiviazione del procedimento.

L’incredibile storia dell’inchiesta di Firenze – ha continuato Marina Berlusconi – mostra una volta di più in quali condizioni si trovi la giustizia italiana, e conferma anche che la sconfitta del referendum di marzo è stata un’immensa occasione perduta per il nostro Paese. Da cittadina che ha visto da vicino fin troppi disastri giudiziari, vorrei che la politica non accantonasse il tema: i nodi da sciogliere sono tanti, a partire dall’assenza di una vera responsabilità civile dei magistrati”.

Marina Berlusconi: “L’incredibile storia dell’inchiesta di Firenze mostra in quali condizioni si trovi la giustizia italiana” (ANSA FOTO) – Notizie.com

Berlusconi e Dell’Utri furono iscritti nel registro degli indagati nell’ambito delle indagini sui presunti mandanti esterni alla mafia per le stragi con autobombe del 1993 a Firenze, Roma e Milano. Autore 1 e Autore 2 i nomi di fantasia che furono usati nel 1996 dai pm fiorentini per la prima inchiesta che li coinvolgeva, poi archiviata tre anni dopo. Da allora quelle indagini sono state riaperte cinque volte, l’ultima nel 2022. La posizione di Silvio Berlusconi è stata archiviata nel giugno 2023 a seguito della morte del fondatore di Forza Italia. Anche per Dell’Utri è stata poi nuovamente archiviata.

Sono stati i governi Berlusconi – ha concluso Marina Berlusconi a rendere stabile il carcere duro per i boss mafiosi, a introdurre il primo Codice antimafia e a istituire l’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali. Questi sono i fatti, tanto concreti quanto inconfutabili. Tutto il resto è una vergognosa e illogica mistificazione.

Ora che mio padre non c’è più, chi potrà mai restituirgli il tempo trascorso sotto il peso di queste accuse, terribili e infondate? E qualcuno risponderà mai del falso spacciato per vero? La mia speranza, oggi, è che sia davvero l’ultima volta che mi trovo costretta a sollevare pubblicamente queste domande. Di certo, dentro di me, non smetterò mai di pormele. Perché il tempo passa, ma la cicatrice dell’ingiustizia resta per sempre“.

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Francesco Ferrigno