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Cronaca

Scontri NoTAv, sul tavolo l’ipotesi reato di “terrorismo di piazza”

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Giovanna Sorrentino

Dopo le violenze del 25 luglio che hanno visto protagonista la frangia violenta dei NoTav, si fa largo l’ipotesi di introdurre un nuovo reato. La proposta porta la firma del sottosegretario Nicola Molteni, mentre Meloni e Piantedosi invocano il pugno duro. 

Si fa sempre più spazio l’ipotesi di introdurre un nuovo reato dopo gli scontri di sabato 25 luglio che hanno visto protagonisti molti attivisti NoTav in Val di Susa: il terrorismo di piazza. La proposta di legge già esiste da tempo e porta il nome di Nicola Molteni, sottosegretario al Ministero dell’Interno con delega alla pubblica sicurezza.

Scontri NoTAv, sul tavolo l’ipotesi reato di “terrorismo di piazza” (Ansa Foto) – notizie.com

A sostenerla ci sono i sindacati di polizia Sap e FSP: “In ogni manifestazione dove sono presenti antagonisti o anarchici, la violenza la fa da padrona con devastazioni all’arredo urbano e decine di feriti tra le forze dell’ordine”. A parlare, in una nota stampa, è Stefano Paoloni, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia.

Un Paese civile e democratico non può tollerare tali violenze. Per questo motivo condividiamo e sosteniamo convintamente la proposta di Molteni di introdurre il reato di terrorismo di piazza”. 

Meloni e Piantedosi in Valsusa dopo gli scontri del 25 luglio

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi hanno condannato senza appello le violenze in Valsusa, definendole inaccettabili. Entrambi hanno ribadito piena fiducia e solidarietà alle forze dell’ordine e promesso tolleranza zero contro chi usa la piazza per scopi violenti ed eversivi. Il Viminale sta valutando anche di potenziare i dispositivi di sicurezza e misure più restrittive per impedire che le proteste degenerino in guerriglia urbana.

Nella giornata di oggi, lunedì 27 luglio, entrambi sono arrivati in Piemonte per effettuare un sopralluogo dopo gli assalti ai cantieri della futura linea ferroviaria ad alta velocità.

Non è la prima volta che se ne discute, ma nelle ultime ore la proposta di legge che introduce il reato di terrorismo di piazza ha fatto nuovamente parlare di sé dopo i violenti scontri del 25 luglio a margine del Festival dell’Alta Velocità e della marcia estiva pacifica NoTav. Circa 120 rappresentanti delle forze dell’ordine (58 poliziotti, 48 carabinieri e 20 finanzieri) sono rimasti feriti negli scontri violenti in Piemonte di sabato, al termine dei quali sono stati identificati 450 manifestanti provenienti anche da Francia e Belgio. 

Le posizioni di queste persone sono ora al vaglio, sia da un punto di vista amministrativo sia penale. Quattro di loro, tutti stranieri e presunti appartenenti al cosiddetto Blocco Nero, sono già stati fermati dalla polizia di Torino nelle scorse ore. Durante le perquisizioni sono anche stati sequestrati materiale pirotecnico ed esplosivo, molotov, maschere antigas, ordigni artigianali, caschi e passamontagna.

Le ragioni del movimento NoTav e i danni ai cantieri

Da anni ormai i NoTav si oppongono alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. Per inquadrare meglio la situazione, ricordiamo che le loro ragioni riguardano l’ambiente (un consumo di suolo ingiustificato e il rischio di impatto ambientale sui territori della Valle) e l’economia (un investimento sbagliato, perché ritengono che invece di creare una nuova linea potrebbero essere potenziate quelle già esistenti). Inoltre gli attivisti.

Le ragioni del movimento NoTav e i danni ai cantieri (Ansa Foto) – notizie.com

Questa volta gli scontri più forti si sono verificati nei comuni di San Didero e Chiomonte, dove i manifestanti sono entrati nei cantieri tagliando le reti di protezione e incendiando alcune strutture. Hanno lanciato bombe carta e pietre contro gli agenti, incendiando due camionette dei carabinieri e due mezzi della guardia di finanza. Le forze dell’ordine hanno risposto con lanci di lacrimogeni e idranti. La conta dei danni è ancora in corso: Telt, la società binazionale incaricata dei lavori, al momento ne stima circa un milione solo a Chiomonte.

Le reazioni della politica e delle istituzioni

Per i NoTav quella del 25 luglio è stata “una grande giornata di lotta per la Val di Susa”. A distanza di 15 anni “dall’esperienza Libera Repubblica della Maddalena e del 3 luglio”, il movimento “ha dimostrato ancora una volta” di avere “la forza di arrivare là dove la devastazione del territorio è all’ordine del giorno”. 

Il movimento ha parlato di circa 20mila persone presenti alla protesta e ha puntato il dito anche contro il Capo dello Stato: “Da Mattarella a Salvini, l’arco istituzionale si è espresso nelle ore successive. Solidarietà alle forze dell’ordine e narrazioni che dipingono i NoTav come “il frutto marcio della sinistra”, rappresentano la pochezza che incarnano le opzioni politiche oggi”. 

Secondo La Stampa, dietro alla guerriglia ci sarebbe il centro sociale Askatasuna ed è proprio da qui che gli investigatori starebbero partendo per arrivare agli organizzatori della protesta. In queste ore tutti i rappresentanti della politica, di maggioranza e opposizione, stanno condannando la violenza in Val di Susa.

Le reazioni della politica e delle istituzioni (Ansa Foto) – notizie.com

Mi sento in imbarazzo nel dovere ancora una volta rinnovare la mia solidarietà alle forze dell’ordine, ancora una volta vittime della violenza organizzata, folle e gratuita targata NoTAv”, afferma Paolo Foietti, presidente della commissione intergovernativa Italia-Francia per la Torino-Lione. “Sono anni che la cronaca estiva in Valle di Susa è segnata dalle violenze, coincidenti con il campeggio estivo NoTav ed il Festival dell’Alta Velocità; appuntamenti ormai ricorrenti e rituali degli oppositori”.

Non basta condannare i violenti. Occorre che tutti i “conniventi” la smettano di offrire sedi, sostegno e platea a chi pratica ormai abitualmente ed in forma endemica la violenza organizzata contro le forze dell’ordine, contro i lavoratori dei cantieri e la maggioranza della popolazione della valle, colpevole di considerare la Torino-Lione una opportunità”. 

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Giovanna Sorrentino