Svolta storica nella lotta al melanoma, il nuovo vaccino abbatte le metastasi del 59%: i dati a 5 anni che cambiano la medicina

Il vaccino a mRna contro il melanoma riduce il rischio che il tumore ritorni ed è in grado di abbattere del 59% il rischio di metastasi a distanza.

Una vera e propria rivoluzione nella lotta contro il tumore, un “giro di boa atteso” per dirlo con le parole di Paolo Ascierto, professore ordinario di Oncologia all’Università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma Onlus.

Lo studio sul melanoma
Svolta storica nella lotta al melanoma, il nuovo vaccino abbatte le metastasi del 59%: i dati a 5 anni che cambiano la medicina – Notizie.com

Proprio in queste ore, infatti, sono stati resi noti i risultati a 5 anni dello studio di Fase 2b Keynote-942, presentati dai ricercatori della Nyu Langone Health al congresso dell’American society of clinical oncology (Asco) in corso a Chicago, e pubblicati in contemporanea sul Journal of Clinical oncology. Certificato, quindi, un traguardo straordinario.

In Italia, così come in altre parti del mondo, è in corso lo studio di fase 3, avviato per primo all’Istituto Pascale di Napoli da Paolo Ascierto. “I risultati presentati all’Asco – ha detto il professore – confermano che la strada intrapresa con il vaccino a mRna è quella giusta e che l’efficacia della combinazione con l’immunoterapia si mantiene costante nel tempo. Ridurre del 49% il rischio di recidiva e del 59% quello di metastasi a distanza a cinque anni apre prospettive cliniche importantissime per il futuro dei pazienti ad alto rischio”.

Il 92,2% dei pazienti del gruppo vaccino è vivo a cinque anni

Lo studio ha coinvolto 157 pazienti con melanoma operati, divisi in due gruppi per valutare l’efficacia della terapia adiuvante (post-chirurgica). A cinque anni dall’intervento, il 68,8% dei pazienti trattati con l’accoppiata vaccino più immunoterapia è completamente libero da tumore, contro il 49,1% di chi ha ricevuto solo l’immunoterapia. Inoltre, la combinazione ha ridotto del 59% il rischio che il melanoma si diffonda in altri organi del corpo.

Il dato forse più impressionante è che il 92,2% dei pazienti del gruppo vaccino è vivo a cinque anni, rispetto al 71,3% del gruppo di controllo.

Sudio sul melanoma
Il 92,2% dei pazienti del gruppo vaccino è vivo a cinque anni – Notizie.com

Non si tratta di un vaccino preventivo tradizionale, ma di una terapia creata ‘su misura’ per ogni singolo paziente. – ha spiegato Ascierto – Attraverso l’analisi del tumore rimosso chirurgicamente, sono stati identificati fino a 34 neoantigeni, ovvero le ‘firme’ proteiche specifiche ed esclusive di quel determinato melanoma”.

Sulla base di queste informazioni, è stato sintetizzato un filamento di mRna che, una volta iniettato, istruisce i linfociti T, cioè i soldati del sistema immunitario, a riconoscere e distruggere qualsiasi cellula tumorale residua che tenti di nascondersi o riprodursi. L’immunoterapia con pembrolizumab toglie il “freno” al sistema immunitario che il tumore usa per difendersi; il vaccino intismeran, invece, fornisce ai linfociti T l’identikit esatto del bersaglio da colpire.