Le autorità svizzere e tedesche hanno condotto nelle scorse ore un maxi blitz contro l’’organizzazione criminale internazionale denominata Black Axe.
Sono state effettuate perquisizioni domiciliari in diversi cantoni svizzeri, che hanno portato all’arresto di dieci persone, tra cui il capo regionale di Black Axe per l’Europa meridionale. L’operazione era mirata ai leader e ai membri della confraternita nigeriana sospettati di essere attivi a livello internazionale in una vasta gamma di attività criminali. 
A seguito dell’indagine condotta dalla Procura della Repubblica II del Cantone di Zurigo (Staatsanwaltschaft II Zürich) in collaborazione con la polizia cantonale di Zurigo (Kantonspolizei Zürich) e la polizia civica di Zurigo (Stadtpolizei Zürich), gli indagati sono accusati di numerosi reati.
Tra questi, truffe sentimentali e altri reati di frode informatica che hanno causato danni per milioni di franchi svizzeri, nonché riciclaggio di denaro. La polizia cantonale e civica di Zurigo, con il supporto delle forze di polizia di altri cantoni, ha effettuato oggi perquisizioni in diverse abitazioni e depositi nel cantone di Zurigo e in altri cinque cantoni. Nel corso dell’operazione, sono state arrestate dieci persone, la maggior parte delle quali di origine nigeriana.
La Black Axe è un gruppo altamente strutturato e gerarchico
La Black Axe, formalmente collegata al Neo-Black Movement of Africa, è un gruppo altamente strutturato e gerarchico con una presenza globale. Divide il suo territorio in circa 60 zone in Nigeria e 35 all’estero, con circa 200 membri per zona. L’organizzazione conta circa 30mila membri registrati e innumerevoli individui affiliati, come corrieri di denaro e facilitatori. Il gruppo impone rigidi codici di condotta, iniziazioni violente e ritualistiche e pratiche spirituali.
Nata nelle università nigeriane, si è trasformata in una potente rete transnazionale coinvolta nel narcotraffico, nelle truffe online e nel traffico di esseri umani. L’organizzazione è nata il nel 1977 presso l’Università di Benin, in Nigeria. Inizialmente, i fondatori dichiaravano obiettivi nobili: promuovere l’identità nera, combattere l’oppressione e ispirarsi ai movimenti anti-colonialisti. Il simbolo stesso, l’ascia nera che spezza le catene, doveva rappresentare la liberazione del popolo nero. 
Nel giro di pochi decenni, la confraternita ha subito una mutazione violenta, diventando una setta criminale che utilizza rituali di iniziazione brutali e codici di segretezza assoluti. In Italia, la Black Axe è particolarmente nota per il controllo del mercato della prostituzione di donne nigeriane, spesso sottomesse attraverso riti voodoo (Juju) e minacce alle famiglie d’origine.
La rete criminale è nota per il suo coinvolgimento in frodi informatiche, traffico di droga, tratta di esseri umani e prostituzione, sequestri di persona, rapine a mano armata e pratiche spirituali fraudolente. Si stima che il gruppo ricavi annualmente miliardi di euro da attività criminali, generati attraverso numerose operazioni su piccola scala che, nel loro insieme, hanno un impatto significativo.
Le indagini delle forze dell’ordine di Zurigo sono state condotte con il supporto di Europol e nell’ambito della cooperazione transfrontaliera. La collaborazione ha già portato all’arresto di numerosi membri della rete criminale nigeriana in diversi Paesi europei, come dimostra la recente operazione in Spagna.





