Maschere, cunicoli e segreti di famiglia: tutto quello che non torna nella rapina di Napoli che ha già fatto il giro del mondo

Estremamente sicuri di loro stessi e determinati, non aggressivi. Alcuni sono entrati in azione coprendosi il volto con dei collant, come nei film degli anni ’70, altri indossavano maschere di attori di Hollywood.

Uno aveva “un pantalone tipo quello dei corrieri”. Forse erano armati, forse no, date le pistole sceniche rinvenute e sequestrate. Non davano l’idea di essere stranieri, qualcuno sostiene che erano napoletani.

Un momento della rapina a Napoli
Maschere, cunicoli e segreti di famiglia: tutto quello che non torna nella rapina di Napoli che ha già fatto il giro del mondo (CARABINIERI FOTO) – Notizie.com

Di loro, oltre alle pistole finte, all’indomani del colpo alla filiale della Credit Agricole di Napoli che ha già fatto il giro del mondo restano le tracce delle scarpe sporche, alcuni attrezzi da scavo, l’Alfa Romeo Giulietta nera utilizzata da una parte della banda. Tutti i malviventi, poi, sono fuggiti attraverso un cunicolo d’accesso per la rete fognaria. I rapinatori hanno scassinato diverse cassette di sicurezza.

Non sono noti né il numero preciso delle cassette scassinate, né l’ammontare del valore della refurtiva, né cosa contenevano, in quanto è un dettaglio che per la privacy non verrà divulgato. In molti casi, però, sono stati gli stessi titolari delle cassette, che da ore sono in fila per chiedere informazioni in merito, ad aver parlato del loro contenuto.

“Tutto quello che abitualmente una famiglia nel corso di generazioni cerca di tramandare”

Nella cassetta avevo i ricordi di una vita, – ha spiegato un correntista – i sacrifici di una famiglia: gioielli, orologi, delle sterline d’oro. Tutto quello che abitualmente una famiglia nel corso di generazioni cerca di tramandare. Non è tanto il valore economico, ma quello dei ricordi. I criminali che ieri hanno assaltato la banca, paralizzando l’intero rione Vomero, ci hanno messo settimane, forse mesi a pianificare tutto.

È probabile che cercassero qualcosa di specifico?È stata una rapina programmata da mesi, con grandissimi professionisti che hanno fatto un lavoro veramente da film. – ha spiegato il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi – Sono rimasto anche sorpreso del fatto che tante persone abbiano lavorato nel sottosuolo per mesi e nessuno si sia accorto di nulla. Hanno fatto delle indagini molto approfondite e vanno capite anche le motivazioni di una rapina che ha impegnato risorse criminali così ingenti e grandi professionisti”.

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🔴 Dopo la rapina con ostaggi alla filiale Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, al Vomero, a Napoli è il giorno delle verifiche e dell’attesa. Dalle prime ore del mattino, decine di clienti si sono messi in fila davanti all’istituto di credito per avere notizie sulle proprie cassette di sicurezza, molte delle quali sarebbero state forzate e portate via dai rapinatori. #Napoli #Vomero #Rapina #Rapinatori #News

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Il primo cittadino ha inviato sul posto squadre dei tecnici dell’azienda Abc per delle verifiche sul sistema fognario, che saranno utili per capire il percorso seguito dai malviventi che ieri, per oltre un’ora, hanno tenuto in ostaggio venticinque persone. Sul caso sono al lavoro i carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Napoli.

Nel pomeriggio dopo che i rapinatori sono rimasti barricati nella filiale per ore, da Livorno sono arrivati i carabinieri del Gis, ma quando hanno effettuato il blitz i malviventi erano già scappati. È stato scavato un tunnel con un lavoro evidentemente minuzioso e particolarmente lungo e durato nel tempo. Un’attività che è stata condotta anche da mani esperte che sono riuscite a effettuare lo scavo senza farsene accorgere.

Il caso degli esplosivi non letali usati dalle forze speciali

Non pensavo che nonostante il grande schieramento di forze sarebbero riusciti a uscire così tranquillamente dalle fogne“, ha dichiarato una correntista. Tra i rapinati e tra chi ha osservato la vicenda si è creata polemica in merito all’intervento dopo molte ore del Gis. I militari, una volta entrati, hanno fatto esplodere le cosiddette flash-bang, o granate stordenti, esplosivi non letali usati dalle forze speciali e di polizia per disorientare i malviventi.

Nella banca però non c’era traccia dei rapinatori già fuggiti attraverso le fogne con il bottino passando dal foro che avevano usato per entrare. Ma perché le forze dell’ordine hanno aspettato tanto prima di intervenire? Il motivo è da ricercare nella procedura attivata in casi di emergenza come quello di ieri.

Momento della rapina a Napoli
Il caso degli esplosivi non letali usati dalle forze speciali (CARABINIERI FOTO) – Notizie.com

Quando ci si trova davanti a una rapina con venticinque ostaggi e potenziali armi da guerra, i carabinieri attivano un iter che prevede il passaggio di consegne dalle unità territoriali a quelle d’élite per la fase dell’irruzione. Il Gis di Livorno rappresenta l’eccellenza assoluta nel contrasto al terrorismo e nelle operazioni ad alto rischio: la loro attivazione è obbligatoria per garantire che l’ingresso in un edificio potenzialmente “trappolato” o presidiato da commando pronti a tutto avvenga con margini di errore pari a zero per la vita dei militari.

Una volta messi in salvo gli ostaggi, la priorità assoluta si è spostata sulla sicurezza degli operatori, evitando un ingresso al buio che avrebbe potuto trasformarsi in una carneficina. I rapinatori hanno utilizzato la gestione degli ostaggi come un diversivo tattico: sapevano che le forze dell’ordine avrebbero seguito il protocollo di attesa dei reparti speciali ed hanno sfruttato quelle ore di stallo per dileguarsi nei cunicoli sotterranei, già scavati e pronti per la fuga ben prima che l’elicottero del Gis avesse toccato terra.