Fatti “gravissimi” che richiedono accertamenti urgenti e a tutto campo, che comprendono anche l’interessamento sul caso dell’Interpol.
La procuratrice generale Francesca Nanni è stata netta in queste ore sul caso di Nicole Minetti. Del resto, non si tratta di una vicenda di poco conto. Di mezzo c’è una grazia concessa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 
Il caso è scoppiato subito dopo un’inchiesta pubblicata dal Fatto Quotidiano. Ripercorriamo per un attimo i fatti. L’ex igienista dentale ed ex consigliera regionale Nicole Minetti è stata condannata in via definitiva a 3 anni e 11 mesi di reclusione per peculato e favoreggiamento della prostituzione. A febbraio 2026, anche se la notizia è stata diffusa ad inizio aprile, Mattarella ha graziato Minetti a causa delle “gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore”. Ovvero, di un bambino uruguaiano adottato da Minetti e dal compagno.
Qualcosa, però, nella procedura, che sulla carta è stata eseguita in maniera corretta, si è inceppato. O, meglio, il sospetto è che la domanda di grazia si basava su diversi elementi falsi. Il Quirinale ha quindi scritto al Ministero della Giustizia, che a sua volta ha concesso l’autorizzazione richiesta dalla Procura generale della Corte d’Appello di Milano per nuove verifiche sugli elementi che hanno portato a quella grazia.
L’istanza firmata dai legali di Minetti evidenzia che l’intervento a Boston non è stato risolutivo
Nel mirino delle autorità ci sono Nicole Minetti ed il compagno, Giuseppe Cipriani, mentre si indaga anche sui genitori biologici del minore, originario dell’Uruguay. Nell’istanza di grazia si sostiene che già nel 2021 Minetti abbia portato il bambino negli Usa per un delicato intervento chirurgico al Boston Children’s Hospital, dopo due pareri contrari all’operazione del San Raffaele di Milano e dell’ospedale di Padova.
Per tale ragione il bambino sarebbe stato operato negli Stati Uniti. L’istanza firmata dai legali di Minetti evidenzia che l’intervento a Boston non è stato risolutivo, tanto che all’ultimo controllo del 16 aprile 2025 sarebbero emersi rischi di recidiva e complicazioni. Inoltre, secondo le ricostruzioni giornalistiche, il bimbo avrebbe una madre biologica in Uruguay per la quale le autorità locali avrebbero diramato recentemente un ordine di rintraccio a suo nome.
@notizie.com_official 📢 Il caso della grazia a Nicole Minetti entra in una fase decisiva e delicata. Il Quirinale ha chiesto al Ministero della Giustizia verifiche urgenti su presunte falsità negli elementi che hanno portato alla concessione della clemenza firmata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. #NicoleMinetti #Quirinale #Grazia #News #Ultimora
Minetti ha poi adottato il bambino assieme al suo compagno, Giuseppe Cipriani, erede della dinastia dell’Harry’s Bar che compare negli Epstein files. Al momento la grazia per Minetti non è sospesa né revocata, ma ciò potrebbe avvenire se venisse accertato che il provvedimento è stato ottenuto basandosi su presupposti falsi o mendaci. Una volta terminate le verifiche della Procura generale della Corte d’Appello, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio prenderebbe atto di ciò che emerso, nel bene e nel male, comunicandolo al Presidente della Repubblica.
“Stiamo facendo partire gli accertamenti su tutti gli aspetti emersi – ha sottolineato la procuratrice Nanni – e abbiamo raccomandato urgenza, attivando l’Interpol. Poi, in base agli esiti valuteremo il da farsi, li estenderemo se ci sarà bisogno, non escludendo rogatorie. Abbiamo agito sulla base della delega del Ministero che è una delega classica, attivata in casi simili, né più né meno. Abbiamo la nostra coscienza e sappiamo cosa fare”.
L’ospedale di Padova: “Non abbiamo mai avuto in cura il bambino”
Intanto dall’Azienda ospedaliera di Padova hanno fatto sapere di “non aver mai avuto contatti con la signora Nicole Minetti” e confermano “di non aver mai avuto in cura il bambino“. Anche il sito uruguaiano Montevideo Portal si è occupato del caso, con un lungo articolo al caso della grazia concessa a Minetti, affrontando anche la vicenda della presunta madre biologica del bambino, María de los Ángeles González.
“González Colinet, uruguaiana di 29 anni, è ufficialmente scomparsa. – si legge – Il Ministero dell’Interno dell’Uruguay ha diffuso un avviso nazionale con la sua foto il 14 aprile 2026. L’ultima traccia della donna risalirebbe a metà febbraio in un quartiere di Maldonado, città del sud-est dell’Uruguay“.





