Gite scolastiche solo per ricchi? Quasi uno studente su due resta a casa: “Violata la Costituzione”

Il 44% degli studenti italiani rinuncia alla partecipazione ai viaggi d’istruzione, le cosiddette gite scolastiche un tempo tanto attese, in larga parte per motivi economici.

Il dato è stato sottolineato in queste ore dal Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei Diritti umani. Secondo i docenti si tratterebbe di una progressiva erosione del principio di uguaglianza sostanziale sancito dall’articolo 3 della Costituzione.

Studenti in gita scolastica
Gite scolastiche solo per ricchi? Quasi uno studente su due resta a casa: “Violata la Costituzione” – Notizie.com

Il viaggio di istruzione, disciplinato nell’ambito dell’autonomia scolastica e richiamato da plurime circolari ministeriali, non costituisce infatti un’attività accessoria, bensì un segmento qualificante dell’offerta formativa, in quanto esperienza didattica a pieno titolo.

La sua progressiva trasformazione in un servizio “a domanda individuale” di fatto subordinato alla capacità contributiva delle famiglie introduce un elemento distorsivo che rischia di configurare una discriminazione indiretta, in contrasto con i principi di equità e inclusione che devono orientare il sistema pubblico di istruzione.

Pesavento (Cnddu): “È l’esito di una traiettoria già chiaramente delineata”

Tale criticità – ha spiegato il presidente del Cnddu Romano Pesavento – non rappresenta un fenomeno contingente, ma l’esito di una traiettoria già chiaramente delineata: una criticità già oggetto di reiterate segnalazioni e da ultimo nuovamente richiamata in recenti comunicazioni istituzionali. In tali interventi, il Coordinamento aveva già individuato con precisione il rischio di una progressiva esclusione economica”.

Il Cnddu ha posto al centro del dibattito la questione della sostenibilità giuridica ed economica del ruolo dei docenti accompagnatori. L’attuale assetto normativo prevede infatti un regime di responsabilità particolarmente gravoso in capo al personale docente, chiamato a garantire la vigilanza degli studenti anche in contesti extra-scolastici, con possibili implicazioni di natura civile e penale.

Una studentessa in gita scolastica
Pesavento (Cnddu): “È l’esito di una traiettoria già chiaramente delineata” – Notizie.com

Il Coordinamento aveva già formalmente sollecitato il Ministero dell’Istruzione a valutare una revisione della disciplina economica relativa alla partecipazione dei docenti ai viaggi di istruzione, sottolineando come l’attuale modello, fondato sulla disponibilità volontaria, risulti strutturalmente fragile e non più sostenibile.

L’innalzamento dell’età media del corpo docente, unito all’incremento delle responsabilità e alla pressione sociale esercitata dalle famiglie, contribuisce ulteriormente a ridurre la disponibilità degli insegnanti, determinando un effetto a catena che incide direttamente sull’organizzazione delle attività.

Una crescente quota di studenti rinuncia volontariamente alla partecipazione

Sul piano economico, i dati confermano un incremento significativo dei costi medi dei viaggi di istruzione, imputabile all’aumento generalizzato dei prezzi nel settore dei trasporti, dell’ospitalità e dei servizi turistici. Tale dinamica si innesta in un contesto di contrazione del potere d’acquisto delle famiglie, determinando una compressione della spesa per attività educative non obbligatorie. Il risultato è una selezione implicita basata sul reddito, che contraddice la funzione pubblica della scuola.

Non meno rilevante appare il dato relativo alla crescente quota di studenti che rinuncia volontariamente alla partecipazione, evidenziando criticità sul piano delle dinamiche relazionali e del benessere scolastico. Anche questo elemento deve essere letto come parte di un quadro più ampio, in cui la dimensione educativa rischia di perdere la sua funzione inclusiva.