Dieci volontari resteranno isolati su una barca per tre giorni nell’installazione, specchio di un dramma che in Italia è cronaca quotidiana.
Tre giorni e tre notti. Dieci persone vivranno insieme per 72 ore su una piccola barca, esposte al freddo e allo sguardo del pubblico dal 12 al 14 dicembre. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica su ciò che migliaia di persone provano nel tentativo di raggiungere l’Europa. 
L’iniziativa 3 días, 3 noches è dell’ong Open Arms, in collaborazione con La Fura dels Baus e la Fondazione Épica. La barca resterà nella Plaça del Mar a Barceloneta. Non attraverserà il mare. Ma “offrirà al pubblico un’esperienza che molti non hanno potuto condividere“. La performance, senza copione e senza interruzioni, esplorerà in tempo reale le emozioni, le decisioni e le tensioni di un viaggio rischioso e inevitabile. Il pubblico potrà seguire la performance di persona o in diretta streaming.
In Italia, intanto, la questione delle migrazioni attraverso il mar Mediterraneo continua a tenere banco. Nelle scorse ore è stato imposto il fermo della Humanity 1 della ong Sos Humanity “nonostante l’equipaggio esperto abbia effettuato i soccorsi nel pieno rispetto del diritto internazionale”. L’episodio è avvenuto a seguito allo sbarco di 85 persone nel porto assegnato di Ortona. Per 20 giorni, la nave di soccorso non potrà navigare e svolgere le sue operazioni di ricerca e soccorso Oltre a dover pagare una multa di 10mila euro.
L’Italia tra i fermi delle navi ong e i rifugiati
“Mentre gli attori criminali libici continuano a ricevere il sostegno dell’Europa, la nave Humanity 1, di cui c’è urgente bisogno, viene trattenuta per non aver comunicato con le autorità libiche. – ha affermato Marie Michel di Sos Humanity – Le entità libiche violano sistematicamente il diritto internazionale. Mettendo a rischio e uccidendo persone in difficoltà in mare, violando i loro diritti, minacciando e persino sparando alle navi di soccorso”.
Sono inoltre arrivati all’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino, con un volo charter organizzato dall’Unhcr, Agenzia Onu per i Rifugiati proveniente da Tripoli, 122 rifugiati originari principalmente di Sudan, Sud Sudan ed Eritrea. Tra loro 31 donne e 62 minori. 
Il loro ingresso in Italia è reso possibile dal protocollo tra Ministero dell’Interno, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Unhcr, Arci e Comunità di Sant’Egidio. Il documento, firmato nel dicembre 2023, ha finora consentito l’arrivo in sicurezza di 659 persone.
“I beneficiari di questi corridoi umanitari/evacuazioni sono persone costrette a fuggire dai loro Paesi – hanno fatto sapere dall’Unhcr – a causa di guerre e violenze e che si trovano temporaneamente in Libia dove hanno vissuto in condizioni estremamente difficili. Tra loro vi sono bambini, donne vittime di tratta, persone sopravvissute alla violenza e alla tortura e persone in gravi condizioni di salute, selezionate dall’Unhcr”.





