Allarme virus Ebola Bundibugyo (Bvd): ad oggi sono stati segnalati un totale di 83 casi confermati, inclusi nove decessi, e 746 casi sospetti, inclusi 176 decessi.
Non si arresta l’emergenza in Africa dove il Ministero della Salute Pubblica, dell’Igiene e del Welfare sociale della Repubblica Democratica del Congo (Rdc) e il Ministero della Salute dell’Uganda hanno dichiarato lo stato di epidemia. 
Bisogna ricordare che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha stabilito che la malattia da virus Ebola causata dal virus Bundibugyo nella Rdc e in Uganda costituisce un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (Pheic). In Congo, la trasmissione è concentrata nelle province di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu, con difficoltà nel tracciamento dei contatti, condizioni di insicurezza e sistemi di isolamento e trasferimento inadeguati che complicano gli sforzi di risposta.
L’Uganda ha segnalato due casi importati senza alcuna trasmissione locale confermata. Anche un cittadino americano che lavorava nella Rdc è risultato positivo ed è stato trasferito in Germania per le cure. Le autorità nazionali, in collaborazione con l’Oms e i partner, stanno attuando misure di risposta che includono il dispiegamento di squadre di pronto intervento, la fornitura di materiale medico, il rafforzamento della sorveglianza, la conferma di laboratorio, le valutazioni di prevenzione e controllo delle infezioni, l’istituzione di centri di trattamento sicuri e ottimizzati e il coinvolgimento della comunità.
Si ritiene attualmente che l’evento abbia avuto origine nella zona sanitaria di Mongbwalu
Gli sforzi di risposta continuano ad affrontare una serie di sfide, tra cui il conflitto in corso nella provincia di Ituri che limita la circolazione delle squadre di sorveglianza, il dispiegamento delle squadre di intervento rapido e il trasporto dei campioni di laboratorio. Si ritiene attualmente che l’evento abbia avuto origine nella zona sanitaria di Mongbwalu, nella Repubblica Democratica del Congo, un’area mineraria ad alta frequentazione, con casi che si sono poi spostati a Rwampara e Bunia in cerca di assistenza medica.
La provincia di Ituri confina con il Sud Sudan e l’Uganda, e la zona sanitaria di Bunia si trova a meno di 500 km dall’Uganda. È in corso un’indagine epidemiologica completa e un’attività di tracciamento dei contatti. Il ruolo dell’Ituri come snodo commerciale e migratorio, unito alla vicinanza con l’Uganda e il Sud Sudan, accresce il rischio di esportazione regionale e trasmissione transfrontaliera.
La malattia da virus Bundibugyo è una forma grave e spesso fatale di malattia da virus Ebola, causata da una delle specie di Orthoebolavirus. Si tratta di una zoonosi, e si sospetta che i pipistrelli della frutta siano il serbatoio naturale del virus. L’infezione umana si verifica attraverso il contatto ravvicinato con il sangue o le secrezioni di animali selvatici infetti, come pipistrelli o primati non umani, e si diffonde successivamente da persona a persona tramite contatto diretto con il sangue, le secrezioni, gli organi o altri fluidi corporei di individui infetti o con superfici o oggetti contaminati.
La trasmissione è particolarmente amplificata negli ambienti sanitari quando le misure di prevenzione e controllo delle infezioni sono inadeguate e durante pratiche di sepoltura non sicure che comportano il contatto diretto con il defunto. Il periodo di incubazione della varia da 2 a 21 giorni e, di solito, gli individui non sono contagiosi fino alla comparsa dei sintomi.
I sintomi iniziali sono aspecifici e includono febbre, affaticamento, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola, il che complica la diagnosi clinica e può ritardarne l’individuazione. Questi sintomi progrediscono poi in disturbi gastrointestinali, disfunzioni d’organo e, in alcuni casi, manifestazioni emorragiche. I tassi di mortalità nelle ultime due epidemie segnalate in Uganda e nella Repubblica Democratica del Congo nel 2007 e nel 2012, sono stati compresi tra il 30% e il 50% circa.





