Vita nell’universo? “Per ora fissiamoci sui batteri, poi si vedrà”

A parlare e spiegare la sua teoria è Michael Mayor, lo scienziato che nel 1995 trovò il primo esopianeta esterno al sistema solare

La domanda “siamo soli nell’universo” se la pongono in tanti e le risposte non sempre sono le stesse. C’è chi crede che ci sia, ovviamente, chi pensa che la razza umana sia una singolarità e che cerca di arrivarci tramite la scienza, tramite gli studi e le prove. Gli scienziati e gli astronomi, questo fanno di lavoro e questo loro obiettivo portano avanti negli anni. Tra questi c’è Michael Mayor, il primo scienziato che trovò e identifico un piante esterno al Sistema Solare. Fu un evento unico che gli valse il premio più ambito, il Nobel.

Il primo
Il Premio nobel Michel Mayor (S) e il presidente dell’Accademia delle Scienze Massimo Mori (D) (Ansa Notizie.com)

Quella di Mayor fu una scoperta sensazionale, una vera rivoluzione. Un avanzatissimo spettrografo realizzato per interno da Michel Mayor e dal suo assistente e dottorando Didier Queloz diede la possibilità di rilevare alcune variazioni della velocità della stella 51 Pegasi, all’interno della costellazione di Pegaso e quello che impressionò tutti, fu la precisione con la quale si riuscì a trovare la presenza di un oggetto che “girava intorno alla subgigante gialla in 4,2 giorni”. Correva l’anno 1994 e fu una scoperta che fece sobbalzare ed emozionare tantissimi studiosi e scienziati.

La scoperta del pianeta portò il Nobel a Mayor

La scoperta
Il sistema solare con tutti i pianeti fino qui conosciuti, prima della scoperta di Mayor (Ansa Notizie.com)

Ad un anno dalla scoperta sempre i due scienziati-astronomi ebbero la sicurezza per poter dire al mondo che fu scoperto il primo pianeta esterno al sistema solare mai osservato dall’uomo, una cosa che valse il Premio Nobel al professor Mayor che condivise il premio con tutta la sua equipe formata più che altro da giovani scienziati che seguono da allora le orme del loro maestro. Da migliaia di anni si teorizzava l’esistenza di esopianeti e grazie a Mayor e ai suoi ragazzi da quando c’è stata la scoperta c’è stata anche la certezza.

Quando si tratta l’argomento della possibilità che ci sia vita nell’universo, in tanti fanno la classica risatina pensando agli “omini verdi”, ma in realtà è molto più importante rispetto a quello che si possa pensare. E lo scienziato e premio Nobel Michael Mayor prende questa domanda sempre molto sul serio, anche perché è stato stimolato nella sua scoperta anche grazie a questo interrogativo. “Sono più propenso ad analizzare i passi più semplici di questo cammino, le prove di forme di vita molto elementari. La questione della vita intelligente è il grande sogno di comunicarci, che è una storia del tutto differente. Non c’è alcuna prova è al momento non abbiamo alcuna risposta. Forse esiste ma non lo possiamo sapere. La domanda è quanto una forma di vita intelligente possa svilupparsi prima di distruggere se stessa. Oggi c’è chi si domanda se, giunti a un certo livello di sviluppo tecnologico, si sia in grado di non usarlo in modo malvagio

 

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