Un duro attacco, nei confronti del governo, arriva direttamente dall’ex ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Quest’ultimo ha espresso tutte le sue perplessità in una intervista rilasciata al quotidiano ‘La Repubblica’ 
Senza troppi giri di parole l’esponente del Partito Democratico, Andrea Orlando, punta il dito contro il governo. Soprattutto per quanto riguarda la questione del Pnrr. L’ex ministro del Lavoro, infatti, in una intervista rilasciata alla ‘Repubblica‘, fa sapere che rischia seriamente di saltare per molti motivi. In primis si scaglia contro i vertici alti del governo, definendoli “incapaci”. Poi spiega che la strategia reazionaria e l’istintiva contrarietà alle trasformazioni finiscono per andare a svalutare il lavoro. Come avrebbe fatto Orlando al loro posto? Lo ha spiegato lo stesso politico: “Credo che il governo avrebbe fatto molto meglio ad agire di cacciavite e manutenzione quotidiana“.
In merito alle dichiarazioni della premier Giorgia Meloni sul Pnrr (dice che si fa troppo allarmismo), l’ex ministro del Lavoro aggiunge: “Siamo in una fase di precostituzione dell’alibi: mettere le mani avanti, scaricando responsabilità sull’esecutivo precedente“. Non sono mancati i continui attacchi nei confronti del governo: “Hanno perso mesi dietro a delle misure spot e regressive, dai voucher fino ad arrivare alla soglia del cantante fino ad arrivare al decreto rave. Un governo distratto e poco convinto sugli obiettivi reali del Pnrr“.
Pnrr, Orlando boccia il governo: “Distratti e poco convinti”

“Pensavano che le cose potessero arrivare da sole e si sono sbagliati oltre ad andare completamente fuori strada“. Si è soffermato anche sulla possibile rinuncia di una parte di fondi dell’Unione Europea: “Non mi meraviglierebbe. Le Regioni sono in difficoltà, in ritardo sugli obiettivi. Il fallimento del Pnrr varrebbe a dire non raggiungere importanti obiettivi di modernizzazione del Paese. Partendo dalle transizioni gemelle, ecologica e digitale“. Sui tassi di interesse: “Nessuno ne parla“.
In conclusione ribadisce il suo pensiero sull’attuale governo: “Hanno sbagliato nella polemica contro gli obiettivi di transizione ecologica tanto da fare un esempio. Non avremmo dovuto chiedere più tempo, ma più strumenti per riqualificare la manodopera e per politiche industriali in grado di aiutare le imprese. Invece hanno preferito lanciarsi in polemiche ideologiche. In questo caso si è ridotto il potere negoziale dell’Italia. Una brutta figura per il Paese per quanto riguarda le automotive“.





