Schlein urla e si accalora, ma il duello lo vince la Meloni a mani basse

La leader dem scivola proprio sull’argomento e il presidente del Consiglio attacca e affonda con l’ironia, ricordando gli errori del Pd

Un faccia a faccia che non ha deluso. Meloni contro Schlein, Schlein contro Meloni. Il presidente del Consiglio, la donna italiana più importante al mondo, contro la donna del momento, e non perché abbia fatto qualcosa, ma solo perché rappresenta la novità in mezzo a un deserto di personaggi che non aggiungono e non hanno dato nulla. Un confronto serrato, accalorato e vero. La chiarezza e il realismo di Giorgia, l’ideologia (a tratti un po’ troppo evanescente) e la passione di Elly. Un vero match, il primo di una serie che sarà davvero lunga e sicuramente non deludente. Una sfida sui temi, sulle cose da fare e su quelle che sono state fatte, ora e in passato. Un scontro che ha avuto, allo stato attuale, una sola vincitrice, Giorgia Meloni. Si, proprio lei, un successo ottenuto anche piuttosto agilmente.

Il Premier
Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni mentre risponde a Elly Schlein (Ansa Notizie.com)

L’arena, il luogo dell’incontro-scontro, è l’aula di Montecitorio, ricorda il quotidiano Libero. Ma è anche la prima volta in cui la presidente del consiglio risponde al “question time”, il consueto botta e risposta tra i parlamentari e il governo. Per la Schlein è il battesimo parlamentare da segretaria del Pd e per lei è un giorno di fuoco, visto che davanti si trova il presidente del Consiglio. Vicino alla nuova leader dei Dem c’è Chiara Gribaudo, un vero braccio destro che Elly ha voluto accanto come vicesegretaria, dalla parte opposta, ma sempre vicino c’è Debora Serracchiani, il nuovo “saltadauncarroall’altro“, visto che si era schierata apertamente con Stefano Bonaccini e adesso, con un fare vago, sostiene con forza la nuova donna della sinistra, nella speranza di entrare nelle grazie di Elly e restare capogruppo.

Elly parla del salario minimo e dei figli delle coppie gay, Giorgia le ricorda gli errori del “suo” Pd

La segretaria Dem
Elly, Schlein la segretaria del Partito Democratico (Ansa Notizie.com)

Il confronto tra le due leader dei rispettivi partiti parte e dura una decina di minuti circa, durante i quali c’è un botta e risposta dove nessuna delle due, probabilmente e forse anche per rispetto, affonda e attacca come vorrebbe. La premier è al centro dei banchi del Governo e ascolta attentamente mentre la Schlein argomenta. Chiede principalmente alla Meloni «quali siano le ragioni della contrarietà alla sperimentazione del salario minimo legale»,, un leitmotiv per la nuova segretaria del Pd. Non solo. Elly punta il dito e osserva che «l’Italia è l’unico Paese dell’area Ocse nel quale, dal 1990 al 2020, il salario medio annuale è diminuito (-2,9%) nonostante l’aumento della produttività».

E su questo la Meloni, con gioco fin troppo facile, c’è da dirlo, replica astutamente e prontamente, scegliendo l’ironia e rivolgendosi alla Schlein e ai suoi parlamentari con un laconico “gli interroganti del Partito democratico” che fa capire tutto, per poi riprendere “fanno rilevare, con una sincerità che fa loro onore, che in Italia, negli anni passati, la quota di prodotto interno lordo destinata a salari e stipendi è diminuita più che nel resto degli altri Stati industrializzati. È vero: c’è un problema. Chi ha governato fino ad ora ha reso purtroppo più poveri i lavoratori italiani e questo governo deve fare quello che può per invertire la rotta». Applausi a scena aperta e anche meritati dalla parte dei banchi di centrodestra. Ed è qui che Elly, forse per poca esperienza, quasi si consegna a Giorgia.

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