Napoli e gli scontri tra ultrà, De Laurentis: “La Meloni faccia come la Thatcher”

Infuriano le polemiche il giorno dopo la vergognosa guerriglia per le vie di Napoli, tra i tifosi tedeschi dell’Eintracht di Francoforte e quelli del Napoli, con la Polizia impegnata a cercare di tenere divisi i contendenti

Il Presidente del Napoli Aurelio De Laurentis è intervenuto alla conferenza stampa dopo il vertice tenutosi in Prefettura, all’indomani dell’onda barbara che ha messo a ferro e fuoco l’intero centro storico della città del Golfo. L’imprenditore ha chiesto l’intervento immediato del governo per porre finalmente un freno, con leggi adeguate, a un fenomeno che sta sfuggendo di mano, alla luce di alleanze sempre più trasversali tra gruppi di tifoserie europee e alla vigilia di altri importanti appuntamenti che vedranno protagonista ancora la città di Napoli e non solo.

Scene di guerriglia urbana ieri a Napoli – Notizie.com – Ansa foto

Otto tifosi sono stati arrestati nel corso della notte per gli scontri con le forze di polizia che si sono verificati ieri prima e dopo la gara di Champions League tra il Napoli e l’Eintracht. Quattro arresti, di cui uno in flagranza, sono stati notificati per i tafferugli verificatisi ieri sera sul lungomare della città, nei pressi dell’hotel dove alloggiavano gli ultras tedeschi. Altri tre, in differita, sono stati notificati invece per gli scontri avvenuti nel pomeriggio in piazza del Gesù.

E’ arrivato il momento di dire basta

Le scene di guerriglia urbana di ieri pomeriggio a Napoli, a poche ore dal calcio d’inizio della partita di Champions League tra Napoli e l’Eintracht di Francoforte, hanno fatto il giro d’Europa. Le immagini di ordinaria devastazione, con centinaia di semplici cittadini ostaggi della furia dei tifosi tedeschi, hanno indignato anche i vertici della UEFA che sembra stiano0 pensando anche di punire il club tedesco per responsabilità oggettiva, con l’esclusione dalle competizioni europee per due anni. Un provvedimento esemplare per lanciare un messaggio inequivocabile e dare una sterzata anche rispetto a fatti simili accaduti negli ultimi anni, gestiti sportivamente con sanzioni probabilmente troppo morbide. Gli oltre 600 supporters tedeschi, tutti peraltro senza biglietto, hanno seminato il panico nel capoluogo campano, mettendo a ferro e fuoco le strade e dando vita a uno scontro con gli ultrà partenopei e, soprattutto, impegnando le forze di polizia anche nelle vie più famose e battute. Sui fatti di ieri è intervenuto nella conferenza stampa, al termine del vertice delle forze dell’Ordine in Prefettura, il presidente del Napoli De Laurentis: “Se qui non viene regolamentata la frequentazione dello stadio non esiste la possibilità neanche di migliorarli. Lo stadio dev’essere un luogo sacro dove questa rappresentazione scenica importantissima viene trasmessa al mondo, come avvenuto ieri per noi con un match visto da un miliardo di persone”.

Il presidente del Napoli De Laurentis – Notizie.com – Ansa foto

La premier Meloni faccia come la Thatcher

Il presidente del Napoli ha le idee chiare e va giù duro contro una situazione che fa soltanto male al calcio: “A Francoforte la curva dei loro tifosi mi ricordava quelle della Serie C con tifo senza valore, un tifo ancestrale. Ma come? A me dai multe per 30-40-50mila euro, a questi qui gli dovresti levare un milione!” De Laurentiis non vuole andare all’attacco frontale col presidente europeo, ma alla fine attacca: “Io di Ceferin non parlo, si commenta da sé. La finale di Champions League di Parigi la ricordiamo tutti, mi pare. Alla presidente Von der Leyen chiedo però di non lasciare il calcio a chi gode di una posizione dominante senza, precedenti, come l’Uefa”. E poi si concede un consiglio che sembra più un invito alla premier Giorgia Meloni: “La politica italiana della violenza nel calcio si è sempre lavata le mani. C’è stata l’unica premier a fare qualcosa, è stata l’inglese Margaret Thatcher, una donna, e mi aspetto che la Meloni faccia lo stesso. Lo dico da tanto tempo: prendete la legge inglese e applicatela in Italia”.

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