Creed 3, Michael B. Jordan sul nuovo ruolo da regista: “È stato un dono e una maledizione!”

Dopo due film da protagonista, Michael B. Jordan è passato anche dietro alla macchina da presa in Creed 3.

Nel corso della breve storia del cinema, abbiamo assistito a numerosi passaggi di ruolo da parte degli addetti ai lavori e, questa volta, è stato il turno di Michael B. Jordan. Da Clint Eastwood a Ben Affleck, fino a Woody Allen e Charlie Chaplin, sono numerosissimi i grandi attori che sono diventati registi e viceversa. In alcuni di questi casi era piuttosto prevedibile tale passaggio, tuttavia, nel caso del protagonista di Creed, in pochi si sarebbero aspettati una scelta così coraggiosa.

Michael B. Jordan in Creed, Notizie.com

In realtà nella saga iniziata da Rocky nel 1976, era già accaduto proprio a Sylvester Stallone, che passò da protagonista e sceneggiatore del primo film, a ricoprire anche il ruolo del regista nel secondo. Questo passaggio Michael B.Jordan lo sta affrontando dal secondo capitolo al terzo, che tra l’altro sarà anche il primo film della saga senza Sylvester Stallone. 

Un’opportunità tanto complessa quanto feconda

Recentemente l’attore statunitense ha raccontato le numerose difficoltà di una scelta del genere: “È dura. A volte hai un paradenti, i guantoni e dipendi da così tante persone. La tua squadra è tutto. Visto che però mi sono ritrovato nel bel mezzo del ring, a volte è stato più facile, perché ho potuto dirigere mentre recitavo. Se avevo bisogno che il mio avversario fosse in un punto preciso, mi muovevo in avanti e ottenevo l’inquadratura che volevo”. Parole davvero affascinanti, che spiegano con grande semplicità gli aspetti negativi del doppio ruolo sul set, ma anche quei piccoli accorgimenti che un regista-attore può permettersi di fare in autonomia.

Michael B. Jordan, Notizie.com

Jordan ha poi proseguito: “È stato un dono e una maledizione. Ci sono stati otto film prima (nella saga), si possono girare gli incontri in così tanti modi diversi, e visto che mi sono ritrovato in un angolo mi sono sentito costretto a essere più creativo e a pensare fuori dagli schemi per girare in modo unico. E poi ho avuto l’enorme influenza degli anime