Moratti: “Pelè un mito! Papà l’aveva preso, lui aveva firmato e pronto a partire, poi saltò tutto”

L’ex presidente dell’Inter racconta un retroscena clamoroso sul campione: “Era nostro, contratto da depositare, poi i tifosi del Santos bruciarono la sede e successe un macello, stracciammo ogni cosa”

Una storia che pochi conoscono, ma Pelè è stato un giocatore dell’Inter per un giorno anzi, a dire il vero, era tutto fatto, era pronto a prendere l’aereo per Milano e venire a giocare per l’Inter. A raccontarlo a Notizie.com è l’ex presidente nerazzurro Massimo Moratti che, al solo ricordo, ancora si commuove perché pensa al papà Angelo che voleva costruire una squadra ancora più forte di quella che aveva. “Incredibile. Mamma mia che giocatore pazzesco che era e che dispiacere sapere che non c’è più. Un Mito vero, una leggenda di questo sport e anche una persona deliziosa. Pensi che è stato nostro sul serio, e per un giorno, se solo papà non avesse stracciato tutto perché all’epoca c’erano altre regole, altri sentimenti, avrebbe fatto anche la storia dell’Inter….

Il presidente
L’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti (Ansa)

Per Moratti, Pelè ha rappresentato un’epoca ma anche un ricordo chiaro e un aneddoto clamoroso sull’Inter e ne parla con Notizie.com: “Ricordo perfettamente ogni singolo momento di quei giorni. E’ vero l’avevamo preso Pelé per la stagione 1958-59, lui era il ragazzino, aveva fatto delle cose incredibili ai campionato del mondo in Svezia, appena lo vide, papà scattò subito e se lo assicurò in pochi giorni, anticipando altre società interessate. Gli facemmo un contratto regolare, firmato e solo da depositare, lui, Pelè, era contentissimo e avevamo già prenotato aereo e tutto…io pure non vedevo l’ora, sapevmo di aver fatto un colpo eccezionale, forse il più incredibile di tutti”

“Ci provammo anche altre volte, ma non se ne fece nulla, ma nel ’58 era nostro, questo si può dire”

La rovesciata
Uno dei tanti gesti tecnici di cui Pelè è stato precursore – Notizie.com –

E poi cosa successe? Tutto saltò per quale motivo? Massimo Moratti riprende il suo ricordo e rivela: “Purtroppo, la voce cominciò a girare tantissimo, in quel momento Pelé era davvero sulla bocca di tutti, era giovane ma già considerato il più bravo giocatore del mondo. Appena la cosa fu di dominio pubblico in Brasile, la gente, i tifosi del Santos, la squadra dove era cresciuto e giocava Pelè, impazzirono e si scatenò una caccia all’uomo contro i dirigenti. Fecero un macello assurdo, ricordo che bruciarono la sede della società. Ci chiamarono dicendoci se si poteva annullare tutto. E allora che fai davanti a una situazione simile? Oggi non lo so, ma all’epoca le ragioni e i sentimenti contavano davvero, papà era una persona seria e di cuore, ci pensò su e dopo qualche ora stracciò tutto….”

Non potevamo certo avere sulla coscienza il destino di qualche persona che, a causa di un esagitato andava a fare del male a qualche dirigente o allo stesso presidente del Santos – spiega Massimo Moratti a Notizie.com – , fu lui a chiamare mio padre e pregandolo di annullare il contratto. Lo ripeto a quel punto, non era più un affare calcistico ma un caso umano e così papà decise di strappare quel contratto e annullarlo. A malincuore, dovette aderire alla richiesta del presidente del Santos: dall’altra parte del telefono c’era un uomo preoccupato e quasi piangeva per paura che gli succedesse qualcosa. In un momento dall’esaltazione passammo al dispiacere assoluto. Mio padre aspettò qualche anno e poi ci riprovò ancora, ma non era proprio cosa. Pelè rappresentava qualcosa di enorme in Brasile. Ma posso dire, perché ce lo siamo detti altre volte che ci siamo incontrati come a Italia ’90, che l’Inter fu l’unica squadra oltre Santos e Comos con la quale aveva firmato un contratto. Una leggenda, d’altronde uno che segna 1260 gol come la vuoi chiamare? Che giocatore e che persona meravigliosa che era”

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