Omicidio Cesaroni, Lavorino in esclusiva: “Cosa cambia con la commissione d’inchiesta”

Pd, Terzo Polo e M5s hanno proposto una commissione d’inchiesta per l’omicidio di Simonetta Cesaroni. La nostra redazione ha contattato in esclusiva il criminologo Carmelo Lavorino, che sul caso ha scritto diversi libri.

Possibile svolta su uno dei gialli più importanti d’Italia. Nelle prossime settimane in Parlamento potrebbe aprirsi una commissione d’inchiesta per cercare di approfondire meglio l’omicidio di Simonetta Cesaroni e naturalmente cercare di arrivare alla verità a distanza ormai di oltre 30 anni. La giovane, infatti, è stata trovata morta in un appartamento di un palazzo di via Poma il 7 agosto 1990.

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Il criminologo Lavorino in esclusiva ai nostri microfoni sull’omicidio Cesaroni – Notizie.com – Facebook/Ansa

“Bisogna dire che per il momento si tratta solamente di una proposta – dice ai nostro microfoni Carmelo Lavorino, che sul giallo di via Poma ha scritto diversi libri – la commissione d’inchiesta per essere aperta deve essere prima formata, devono essere indicati i consulenti, quindi persone preparate e dopo questa può andare avanti. Quindi per adesso siamo solamente nella fase iniziale. Poi si vedrà“.

Naturalmente stiamo parlando di una commissione d’inchiesta analitica e propositiva – aggiunge ai nostri microfoni il criminologo – però mi auguro che non segua quello che ha scritto la commissione Antimafia in una relazione. Perché io non sono assolutamente d’accordo con quanto detto“.

Omicidio Cesaroni, Lavorino: “Ecco quali sono le certezze”

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Le certezze di Lavorino sull’omicidio Cesaroni – Notizie.com – screenshot video Youtube

Ai nostri microfoni il criminologo Lavorino ritorna anche ad analizzare nei particolari l’omicidio di Simonetta Cesaroni e ribadisce che ci sono quattro certezze dalle quali ripartire per fare chiarezza sulla morte della giovane romana.

La prima cosa certa è che l’assassino ha gruppo A tipizzato alfa 4/4 – sottolinea l’esperto che, come detto, ha scritto diversi libri su questa vicenda – inoltre possiamo dire con sicurezza che ha utilizzato 30 volte la mano sinistra per colpire Simonetta Cesaroni. La prima volta con uno schiaffo e le altre 29 con l’arma del delitto che è un tagliacarte. Infine l’assassino ha goduto di coperture all’interno del condominio e stiamo parlando di un territoriale”.

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