E’ arrivata la decisione del giudice sul licenziamento della dipendente Conad per un post su Facebook. Ecco le ultime novità.
Novità importanti sulla vicenda della dipendente Conad licenziata nel luglio 2020 per un post su Facebook. Sulla vicenda, infatti, si è pronunciato anche il giudice della Corte d’Appello di Brescia respingendo le richieste della Mgs, azienda che gestisce l’insegna Conad a Curno. 
Il giudice, infatti, ha ritenuto che “la dipendente avesse il diritto di esporre le proprie idee sui social proprio in virtù della sua carica“. Elvira Zanchi, oltre a lavorare per Conad, è anche una delegata sindacale per Fisascat Cisl.
Per il giudice, inoltre, le affermazioni sui social “erano una legittima espressione del diritto di critica costituzionalmente tutelato dall’articolo 21 della Costituzione. Inoltre, questo diritto si può concretizzare anche nell’espressione di un giudizio, di una opinione e riviste connotazioni soggettive soprattutto quando si svolge in ambito sindacale“.
Il braccio di ferro tra Conad e la dipendente

La sentenza è arrivata al termine di un lungo braccio di ferro tra la dipendente e l’azienda. Rientrata in servizio nel marzo 2021, la donna è stata vittima di una serie di provvedimenti disciplinari per non aver effettuato la pausa giornaliera obbligatoria o per aver falsamente dichiarato di essere autorizzata a godere di permessi o, come detto, per aver espresso pareri personali sui social.
Alla fine, però, il giudice ha dato ragione alla dipendente e confermato “il provvedimento del Tribunale di Bergamo con cui la dipendente è stata reintegrata nel posto di lavoro a seguito del licenziamento illegittimo, così come il risarcimento deciso dal giudice di primo grado“.





