Una maxi operazione dei finanzieri del Comando provinciale di Milano ha portato all’emissione di 42 ordini di custodia cautelare (26 in carcere) per traffico internazionale di sostanze stupefacenti
A pensarci bene, in effetti, la trovata era geniale, escludendo per un attimo il fine che avrebbe portato e il “dettaglio” della totale assenza di umanità e sensibilità. Sfruttare la possibilità di guidare il carro funebre per passare senza problemi attraverso i controlli e trasportare qualsiasi cosa, in questo caso droga. Di sicuro avevano avuto un’ottima intuizione per il loro business, a maggior ragione durante il periodo della pandemia dove non poteva girare nessuno salvo poche eccezioni (tra cui i carri funebri, appunto). 
In fondo, a chi mai sarebbe venuto in mente di andare a controllare il loro contenuto? Ecco, il problema di questa banda di narcotrafficanti è che alle forze dell’ordine alla fine è venuto davvero in mente. E la colpa è stata in un certo senso del loro narcisismo e del modo in cui si vantavano delle loro bravate nelle loro chat. Così, infatti, nella maxi operazione anti droga dei finanzieri del Comando provinciale di Milano, nell’ambito dell’inchiesta Madera, coordinata dai pm Rosario Ferracane e Sara Ombra della Direzione distrettuale antimafia, è stato scoperto anche questo, portando all’emissione di 42 ordini di custodia cautelare (26 in carcere) per traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
Carrofunebre e divisa militare, così aggiravano i controlli
Uno dei narcos finiti in cella è il 45enne Giovanni Tilleni, dipendente di una agenzia di pompe funebri. E questo era il testo di uno dei suoi messaggi scritti in una chat privata: “E pieno di cc, polizia, esercito. Solo i carri funebri non fermano. Sai come mi diverto quando ci fanno passare. Potrei portare il mondo…“. Il suo interlocutore ha risposto scherzando: “Il fumo mettilo con il morto, fra“. E lui replica ancora: “Ci sto pensando…“. In altre conversazioni invece si poneva dei dubbi sull’opportunità di intraprendere viaggi un po’ più lunghi, sebbene si dimostrasse – come scrive il gip Massimo Baraldo – “interessato all’acquisito di una decina di chili ma si riservava di valutare se, stante le restrizioni in atto a causa del Covid 19, poteva rischiare di recarsi fino a Inveruno con il mezzo utilizzato per i trasporti funebri“. Ecco il suo pensiero nel caso specifico: “Devo vedere se riesco ad andare con il carro funebre, ma e difficile che sono da quella parte“. Un altro arrestato poi è un ex ufficiale dell’esercito, Rosario D’Onofrio. Lui si sarebbe fatto prestare una mimetica da un commilitone per girare durante il lockdown e trasportare così carichi di stupefacenti, come sottolineato in una telefonata con la compagna: “Oh mi ha appena fermato la polizia locale. M’ha visto in divisa, il tesserino, m’ha salutato militarmente e ha detto: no, no, grazie… buona giornata!“.





