Senaldi: “Gli attacchi del Pd alla Meloni? La strategia di Letta non ha funzionato, ecco perché”

Il condirettore di ‘Libero’ Pietro Senaldi in esclusiva a ‘Notizie.com’: “Letta ha completamente sbagliato la campagna elettorale”

Il Pd, e in particolare Letta, durante la campagna elettorale ha pensato solamente ad attaccare gli avversari, soprattutto la Meloni, invece, di illustrare il programma. La nostra redazione ha contattato Pietro Senaldi, condirettore di Libero, per capire il perché di questa tattica che si è rivelata fallimentare.

Senaldi
Senaldi in esclusiva a ‘Notizie.com’ © Ansa

Direttore Senaldi, gli attacchi della sinistra alla Meloni non si fermano.

A Letta sta antipatica la Meloni. Questo si sa e quindi ha cercato di polarizzare la sua campagna elettorale sulla leader di Fratelli d’Italia, ma non c’è riuscito visto che da sinistra è spuntato Conte con il reddito di cittadinanza. Quindi mentre lui continuava a parlare della Meloni, variando come argomento Putin e Ungheria, a sinistra il presidente del M5s parlava  di reddito cittadinanza e bollette. Sostanzialmente Letta ha dato visibilità alla Meloni e spazio libero a Conte. Una strategia che ha portato Emiliano a dire che fermare la Meloni in alcuni collegi conviene votare i 5Stelle. E questo secondo me è stato il fallimento della campagna elettorale del Pd“.

In questi ultimi giorni ci sono state polemiche per la mancanza controlli e sicurezza ai comizi di Giorgia Meloni.

E’ ovvio che polarizzando la campagna elettorale, polarizzi anche il sentimento negativo e l’aggressività contro la Meloni. Quando Letta va a Napoli e viene criticato dalla sinistra c’è la quinta divisione americana a difenderlo e quando va la Meloni non c’è nessuno ecco che c’è il rischio. La Meloni dice che è una tattica studiata per far reagire qualcuno dei suoi e gridare al fascismo, ma questo non è avvenuto. Sicuramente la Meloni non viene trattata come un candidato premier pur avendo qualche probabilità di essere eletta presidente del Consiglio. Letta, invece, viene trattato come un candidato premier, ma si sa che neanche quelli che votano Pd lo vorrebbero primo ministro”.

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Per Senaldi la Meloni, nonostante le probabilità di vittoria, non viene trattata da candidata premier © Ansa

Mancano ormai quattro giorni al voto. Facciamo un breve punto della situazione.

A me sembra una situazione stabile. L’opzione più probabile è la vittoria del Centrodestra, ma bisogna vedere con quanto margine visto che noi sappiamo che in Senato ci sono 200 senatori e bastano 4 o 5 che cambiano idea per creare difficoltà“.